Siria sulla Croce nella festa della Croce

Una riflessione sulla tragica situazione nel Paese mediorientale

Roma, (Zenit.org) Fadi Sotgiu Rahi, C.SS.R. | 430 hits

Eccoci siamo alle porte della festa dell’Esaltazione della Croce in cui il nostro Signore Gesù Cristo ci ha redento e ci ha dato la salvezza e la vita eterna.

La Croce del Cristo era una condanna però con la Sua potenza e l’aiuto di Dio Padre e la forza dello Spirito Santo, egli ha cambiato la condanna a una grazia e ha annullato la morte dando soltanto la vita all’umanità intera.

In Oriente il popolo soffre e porta la croce ogni giorno.

Anche oggi i paesi dell’oriente soffrano e portano la loro croce. La croce è stata sempre una cosa positiva per alcuni e negativa per gli altri. I discepoli di Gesù erano disperati vedendolo camminare sulla via Crucis e sulla croce; invece dopo la risurrezione hanno saputo l’importanza e il valore della croce.

Gli apostoli, i primi martiri, i santi siriani hanno portato la croce sulle orme del loro Maestro Gesù Cristo. Lo stesso Oriente, il cristianesimo, vive oggi la croce dell’emigrazione, della guerra, della morte, della devastazione e il sangue dei suoi martiri cristiani siriani quotidianamente irriga il campo di Dio per coltivare una fede più profonda nelle prossime generazioni. La sofferenza del popolo siriano oggi è conosciuta da tutto il mondo; mentre in Siria alcuni combattono testimoniando il proprio martirio, altri negando la propria fede, altri ancora vestendo il velo musulmano affinché possano essere salvati dai terroristi; all’estero i siriani soffrono per i loro parenti rimasti in Siria e per le notizie che quotidianamente apprendono dai mass-media.

Ricordo molto bene i racconti di mio nonno sulla grandezza della festa dell’Esaltazione della croce in Siria, specialmente nella città di Maalula dove la settimana scorsa le croci e le chiese sono state bruciate dai musulmani radicalisti.

Nelle ultime settimane, tutto il mondo volge il suo sguardo verso la Siria e prega per la pace. Ma Purtroppo i bombardamenti, i massacri in questo Paese sono giustificati da persone che ritengono di essere con Dio, di fare ciò in nome di Dio.

Dio ha tanto amato il mondo che per poterlo salvare ha immolato il Proprio Figlio. Come si può uccidere un uomo che è stato creato a Sua immagine e somiglianza? Chi organizza la guerra o che semplicemente l’appoggia è senza dubbio una persona che non ha dignità e coscienza perché non conosce Dio.

Tutti noi siamo figli della vita perché abbiamo ricevuto la vita tramite la croce, siamo figli di Dio perché siamo liberi, siamo amici di Gesù anche nella sofferenza. Ma nonostante la nostra fede, siamo fratelli nell’umanità perciò proviamo a vivere in pace per poter essere ambasciatori della pace e dire BASTA alla GUERRA in Siria, in Medio Oriente e nel mondo.