Soddisfazione nell’episcopato bulgaro per il veto parlamentare sull’eutanasia e la clonazione

| 450 hits

SOFIA, giovedì, 24 giugno 2004 (ZENIT.org).- Il Presidente della Conferenza Episcopale bulgara, l’esarca apostolico Hristo Projkov, ha manifestato la propria soddisfazione per l’approvazione in Parlamento della Legge di Sanità, che proibisce di fatto l’eutanasia e la clonazione.



Dopo una settimana di intensi dibattiti alla Camera, il 2 giugno scorso i parlamentari bulgari hanno rifiutato, per 93 voti su un totale di 107, la legalizzazione dell’eutanasia, optando per il mantenimento del suo divieto.

Il dibattito sulla clonazione si è concluso allo stesso modo l’8 giugno passato, con la proibizione dei suoi fini riproduttivi, inclusa la donazione di cellule e tessuti.

In ogni caso, secondo la “Sofia News Agency”, gli emendamenti alla Legge sulla Sanità permettono che le cellule riproduttive non utilizzate nella riproduzione siano scambiate a scopi medici in Bulgaria e fuori dal Paese.

Queste cellule saranno utilizzate solo a fini scientifici, medici e informativi, previo consenso dei donatori e seguendo un rigoroso procedimento approvato dal Ministro della Sanità.

"Ritengo il divieto dell'eutanasia e della clonazione un bel successo per
chi in Bulgaria lotta e si impegna a favore della vita umana", ha dichiarato il vescovo di Sofia (bizantino) all’agenzia “Sir” dell’episcopato italiano.

"È un passo serio – ha aggiunto - quello compiuto dal Parlamento e devo dire che tanti deputati condividono la difesa della vita a partire dal concepimento fino all'ultimo momento”.

Per il prelato “è significativo proteggere la vita specialmente nei nostri tempi quando è debole e spesso viene messa in pericolo. Cerchiamo di custodirla e di
apprezzarla perché la vita è un dono di Dio”, ha poi proseguito.

L’eutanasia e la clonazione sono state oggetto di un vivace dibattito nella società bulgara. In questo contesto la Chiesa cattolica ha espresso anche la sua posizione, così come lo ha fatto l’Associazione dei medici cattolici di fronte all’Esarcato dei Cattolici di rito bizantino.

Le proposte di applicare l’eutanasia a richiesta del paziente o dei suoi familiari sono state rifiutate dal Parlamento, secondo il quale “questo atto è negativo e inaccettabile”.

Rappresentanti della Conferenza Episcopale bulgara hanno intrattenuto conversazioni con alcuni deputati per esporre l’atteggiamento della Chiesa cattolica. La stessa posizione è stata manifestata dalla Chiesa ortodossa bulgara.

Il processo di democratizzazione bulgaro è iniziato dopo il crollo del comunismo nell’Est europeo. In questo contesto, nel 1991 è stata approvata una nuova Costituzione e nel 1996 è stato introdotto il sistema delle elezioni primarie, secondo il modello statunitense.

La popolazione del Paese, leggermente inferiore agli otto milioni di abitanti, è per l’83,5% ortodossa, per il 13% musulmana, per l’1,7% cattolica e per lo 0,8% ebrea.

I Cattolici di rito latino sono organizzati in due diocesi, Sofia-Plovdiv e Ruse-Nikopol, mentre i Cattolici di rito bizantino-slavo hanno un esarcato a Sofia.