"Solo Gesù può farci uscire dalla tomba del peccato"

Durante la visita alla parrocchia di San Gregorio Magno, papa Francesco ribadisce che "la speranza mai delude"

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 364 hits

Anche in occasione della visita parrocchiale di oggi pomeriggio, papa Francesco è stato accolto con uno striscione all’insegna della più verace romanità. La scritta “Come butta Francé” (Come stai, Francesco), esposta sul balcone di un appartamento alla Magliana, è stato l’affettuoso saluto riservatogli dal quartiere al Vescovo di Roma.

Recandosi presso la parrocchia di San Gregorio Magno, il pontefice ha ricevuto il benvenuto di migliaia di persone scese in strada, in un tripudio di palloncini bianchi  e gialli. Altri striscioni riportavano frasi come “Guidaci in questo mare di speranza” e “Francesco, uno di noi”. Una scolaresca è entrata in chiesa con lo striscione: “Papa Francesco ci dai una carezza…”.

Giunto nel campo sportivo parrocchiale, il Santo Padre ha stretto le mani a molti dei presenti e abbracciato i numerosi bambini venuti a salutarlo. Il primo di loro è stato Dario, un bimbo malato, presentatogli assieme alla sua famiglia dalla sua insegnante.

Gli è stato poi mostrato un disegno realizzato dai ragazzi che si preparano alla cresima: una nave in tempesta che rappresenta la Chiesa. “È bello – ha detto al Papa una delle cresimande - sapere che c'è un marinaio esperto che può portarci fuori dalla tempesta, guidaci in questo mare di speranza. Abbiamo bisogno di Gesù, della barca che è la Chiesa, del suo timoniere che è il successore di Pietro”

“I bambini hanno fatto un disegno tanto bello che significa essere guidati nel mare della vita con lo spirito della speranza”, ha quindi commentato Francesco. “Non è facile, avere speranza, si vedono tante cose brutte, tragedie e malattie e problemi. Tanti giovani sono senza lavoro. Queste cose son brutte e non è facile avere la speranza, anzi viene tolta la speranza a tanti giovani che hanno perso o non hanno fede, e così non sanno dove va a finire questa vita. Per questo mi è piaciuto tanto il vostro desiderio di essere guidati sul cammino della speranza”, ha aggiunto il Papa.

“Tante persone hanno perso la fede e dove va a finire questa fede? – ha proseguito -. Mi è piaciuta molto questa vostra voglia di non perdere la speranza, si può vivere senza speranza? Ripetiamo tutti quanti insieme, si può vivere senza speranza?”.

In seguito ha ribadito: “Senza speranza si fa solo un percorso del cammino della vita, la speranza mai delude, la speranza è un dono di Dio”.

Dopo aver incontrato singolarmente le varie realtà sociali del quartiere, in particolare i ragazzi del catechismo, i giovani, i disabili, gli ammalati, papa Francesco ha confessato cinque parrocchiani.

Ha poi fatto ingresso in Chiesa, per la celebrazione eucaristica da lui presieduta. Solo una parte dei parrocchiani ha potuto seguire la messa all’interno dell’edificio sacro, gli altri si sono fermati sul sagrato dove è stato allestito un maxischermo.

Durante l’omelia, il Santo Padre si è soffermato su un concetto a lui caro: la distinzione tra peccato e corruzione. “Tutti siamo peccatori ma dobbiamo stare attenti a non diventare corrotti”, ha detto. Per guarire dalla corruzione, intesa come perdita del senso del peccato, è necessario “uscire dalle zone morte del cuore” e dalla “necrosi spirituale”.

Sono tante, ha aggiunto il Vescovo di Roma, le persone che si sentono lontane dalla grazia e non hanno il coraggio di chiedere perdono per i propri peccati. “Solo il potere di Gesù - ha detto il Papa - può aiutarci a uscire da queste tombe di peccato che tutti noi abbiamo. Ma a volte siamo molto legati a questi sepolcri e non vogliamo lasciarli. La nostra anima, allora, comincia a dare cattivo odore, l'odore del peccato”.

È sempre viva, però, la speranza di uscire dalle “tombe” del nostro peccato, ha aggiunto, con riferimento alla resurrezione di Lazzaro, di cui parla il Vangelo odierno (Gv 11,1-45).

Il Signore, ha proseguito Bergoglio, “è capace di perdonarci, tutti ne abbiamo bisogno, dobbiamo essere attenti a non diventare corrotti. ‘Vieni fuori esci da quella tomba che hai dentro’, ci ripete”.

Il Santo Padre si è quindi congedato, donando ai parrocchiani di San Gregorio Magno, decine di copie di vangeli tascabili, gli stessi distribuiti stamattina in piazza San Pietro.

“Portatelo sempre con voi, apritelo e leggete qualcosa del Vangelo quando dovete fare una coda oppure siete sul bus ma quando siete comodi e facendo attenzione alle tasche!”, ha poi concluso.