"Solo nella Croce, la Chiesa andrà avanti"

Papa Francesco celebra la sua prima messa nella Cappella Sistina

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 1205 hits

Camminare, edificare, confessare: sono le tre parole chiave di papa Francesco nella sua prima celebrazione eucaristica. Il Santo Padre, eletto ieri sera al soglio di Pietro, ha presieduto oggi pomeriggio la Missa Pro Ecclesia alla presenza dei cardinali elettori nella Cappella Sistina.

La lettura evangelica (Mt 16,18) faceva riferimento alla professione di fede di San Pietro Apostolo; stretto quindi il legame con la Seconda Lettura (1Pt 2,49) sulle pietre vive che edificano la Chiesa.

Il Santo Padre ha individuato l’elemento in comune alle tre letture (la prima era Isaia Is 2,2-5) nel “movimento”. Nella prima lettura l’elemento è il “cammino”, nella seconda è “l’edificazione della Chiesa”, nella terza la “confessione”, ha evidenziato papa Francesco durante l’omelia, pronunciata a braccio.

Il primo concetto viene alla luce, quando Dio dice ad Abramo: “Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile”. La nostra vita, ha spiegato il Papa, “è un cammino e quando ci fermiamo c’è qualcosa che non va”. Tutti noi, quindi, siamo tenuti a “camminare nella luce del Signore, cercando di vivere sempre con quell’irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo”.

Edificare, invece, vuol dire soprattutto “edificare la Chiesa” attraverso “pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo”. E la Chiesa, “sposa di Cristo”, pone le sue basi “su quella pietra angolare che è lo stesso Signore”.

Non ha senso, tuttavia, mettere in pratica i primi due concetti se non si realizza anche il terzo: la confessione. Se non confessiamo Gesù Cristo, “diventeremmo una ong pietosa, ma non la Chiesa, sposa del Signore”, ha spiegato il Papa.

Se non si cammina “ci si ferma”, mentre se non si edifica “quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno i castelli di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza”, ha aggiunto.

Quando invece “non si confessa Cristo, si confessa la mondanità del demonio”, ha detto papa Francesco, citando una frase di Leon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”.

Il percorso camminare-edificare-confessare “non è cosa facile”, ha proseguito il Pontefice, perché in questo percorso possono verificarsi “scosse” o “movimenti che ci tirano indietro”.

Il primo ad essere inciampato lungo questo difficile percorso è stato proprio Pietro che ha la forza e l’intuizione di riconoscere in Cristo “il Figlio del Dio vivo” ma, quando si tratta di seguirlo non mostra altrettanto coraggio. È come se Pietro dicesse a Gesù: “Io ti seguo, ma non parliamo di Croce”, ha osservato il Papa.

“Quando camminiamo senza la Croce - ha proseguito - quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce non siamo discepoli del Signore: siamo mondani: siamo vescovi, preti, cardinali, papi, ma non discepoli del Signore”.

Trascorsi questi “giorni di grazia”, dobbiamo avere “il coraggio di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria, Cristo Crocifisso”, ha affermato Francesco. Solo così “la Chiesa andrà avanti”.

Il Santo Padre ha concluso l’omelia con un’invocazione a Maria: “Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso. Così sia”.