“Sono stata guarita” dal morbo di Parkinson per intercessione di Giovanni Paolo II

Il racconto di suor Marie-Simon-Pierre

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AIX-EN-PROVENCE, venerdì, 30 marzo 2007 (ZENIT.org).- Col sorriso sulle labbra, suor Marie-Simon-Pierre, 46 anni, ha affermato questo venerdì davanti alla stampa di essere guarita dal morbo di Parkinson in modo inspiegabile grazie all’intercessione di Giovanni Paolo II.



“Tutto ciò che posso dirvi è che ero malata e ora sono guarita. Ora spetta alla Chiesa pronunciarsi e riconoscere se è un miracolo”, ha affermato davanti a circa sessanta giornalisti nel corso di una conferenza stampa concessa nella casa diocesana della città francese di Aix-en-Provence.

Accompagnata dal Vescovo della diocesi, monsignor Claude Feidt, senza nascondere la sua emozione, ha riconosciuto che per lei non ci sono dubbi: “Sono stata guarita, è l’opera di Dio per intercessione di Giovanni Paolo II”.

“E’ una cosa molto forte, difficile da spiegare a parole”, ha detto la religiosa, che appartiene alla Congregazione delle Piccole sorelle delle Maternità Cattoliche.

Ricordando l’effetto del Parkinson, la stessa malattia di cui soffriva Karol Wojtyla, ha osservato: “Il mio corpo non era più lo stesso e io non ero la stessa”.

“Dalla morte del nostro Santo Padre Giovanni Paolo II, i sintomi della malattia si sono accentuati e aggravati”, ha spiegato, ricordando due mesi durissimi, fino al 2 giugno 2005, quando ha chiesto di non lavorare più nella Maternité de l’Étoile, a Puyricard, vicino Aix-en-Provence.

La sua superiora le ha chiesto di scrivere il nome di Giovanni Paolo II, compito quasi impossibile viste le sue condizioni. Dopo aver scritto alcuni caratteri quasi irriconoscibili, è andata in camera a riposare.

“E lì, quando sono entrata nella mia camera, ho avuto voglia di scrivere, anche se per me era difficile. Ho avuto l’impressione di ascoltare una voce che mi diceva: ‘prendi la penna e scrivi’. Ho scritto un po’”. Poi è andata a dormire, svegliandosi alle 4.30 della mattina dopo.

“Mi sono alzata con un balzo dal letto, nonostante alzarmi fosse diventato per me qualcosa di veramente duro e pesante”, ha ricordato.

“Mi sono sentita totalmente trasformata, interiormente non ero più la stessa”, ha affermato. “Qualcosa che mi risulta difficile spiegare a parole”. “Era troppo forte, troppo grande. Un mistero”.

“Da quel giorno ho smesso di sottopormi a ogni cura”. “Per me è come una seconda nascita, ho avuto l’impressione di riscoprire il mio corpo, di riscoprire le mie membra”, ha confidato.

Il 3 giugno 2005 ha iniziato la giornata con un’indimenticabile Eucaristia come rendimento di grazie.

In questo momento la religiosa svolge il suo servizio in un reparto maternità di Parigi. “Lavoro come infermiera con mamme e bambini della maternità Saint-Félicité. E svolgo tutti i miei compiti”.

La sua guarigione senza spiegazioni scientifiche verrà presentata dal postulatore della causa di beatificazione, monsignor Slawomir Oder, nella fase romana, che ha luogo nella Congregazione per le Cause dei Santi.

Inizierà dopo la conclusione del processo diocesano, il 2 aprile nella Basilica vaticana, alla quale prenderà parte anche la religiosa.

In alcune dichiarazioni recenti, monsignor Oder aveva constatato due elementi in questo caso: la religiosa è stata curata dal Parkinson, la stessa malattia di Giovanni Paolo II, e come lui ha dedicato tutta la sua esistenza alla causa della vita.