Sono venuto per accendere il fuoco

Il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, invita "i mendicanti di Dio" a scaldare e illuminare gli ambienti più oscuri con la fiamma dell'amore di Cristo

Rimini, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 428 hits

“Che il fuoco dello Spirito di Cristo divampi nella Chiesa intera, e in tutti e ciascuno di noi suoi discepoli!”. Lo ha detto monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini, nel corso dell’omelia tenuta nella messa di apertura del Meeting di Rimini. Di fronte a più di 13.000 fedeli, allocati nei padiglioni D5 e D3 della Fiera di Rimini, mons. Lambiasi ha preso spunto dal passo del Vangelo in cui Gesù dice: Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei fosse già acceso (Lc 12, 49-53) per domandare: "Qual è la nostra risposta a questo desiderio incandescente di Gesù?”.

“C’è un primo segno negativo – ha commentato il presule – il raffreddamento della fede presso molte comunità cristiane nel nostro Occidente secolarizzato”. “Il fuoco dello Spirito e dell’amore – ha proseguito - è rimasto sepolto dalla coltre dell’indifferenza, dalla cenere dell’abitudine, dal triste grigiore di una vita cristiana scarica: incolore, insapore, inodore. Una vita sazia e annoiata, che non genera una testimonianza, non colora un esistenza. Non accende una gioia”.

Ma la novità di oggi, ha affermato il Vescovo, è che “il Vento dello Spirito ha ricominciato a soffiare forte ed il suo fuoco ha ripreso fiamma. Abbiamo la fortuna di vedere molti cristiani che fanno un esperienza viva di Gesù Cristo”. Un altro confortante e promettente segno di novità – ha aggiunto - è "il risveglio del cosiddetto ‘gigante addormentato’, il laicato, e, con ciò, l’avvio di una nuova ondata di evangelizzazione, i cui protagonisti sono i laici”.

Come Papa Francesco nel messaggio inviato a lui oggi per l'apertura del Meeting, mons. Lambiasi ha citato le parole del Servo di Dio mons. Luigi Giussani: “Siamo poveri di amore, assetati di verità e giustizia, mendicanti di Dio”. “La povertà più grande - ha soggiunto - è la mancanza di Cristo, e finchè non porteremo Gesù agli uomini, avremo fatto per loro sempre troppo poco”. Da qui l’appello pressante: “Andiamo incontro a tutti, senza aspettare che siano gli altri a cercarci!” per “portare a tutti la fiamma divampante del fuoco di Cristo”.

Il presule ha auspicato che “lo stesso fuoco arda nel nostro cuore per riscaldare e illuminare gli ambienti dove viviamo e operiamo, mettendo in conto che potremmo incontrare il rifiuto e l’avversione: la persecuzione!”. “Consapevoli però – ha concluso mons. Lambiasi – che nessuno ha il potere di spegnere quella fiamma che l’amore di Gesù ha acceso nei nostri cuori”.