"Sorpresi dalla fede"

Da Javier Zanetti a Gianni Morandi e Paolo Nespoli; da Kiko Arguello a Claudia Koll e Cesare Prandelli: un libro raccoglie le storie di testimoni della vita nuova

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 897 hits

Cosa hanno in comune l’astronauta Paolo Nespoli e il cantante Gianni Morandi, l’attrice Claudia Koll e la conduttrice televisiva Daniela Rosati, l’arbitro di calcio Massimo Busacca e l’allenatore della nazionale Cesare Prandelli, il calciatore Javier Zanetti e l'iniziatore del Cammino neocatecumenale Kiko Arguello, l’operaio Claudio Pagnamenta e il filosofo Martin Rhonheimer, la cuoca Antonella Divincenzo e il teologo Piero Coda? Aver scoperto, in un certo momento della propria vita, la bellezza della fede.

A mettere insieme le storie di tutti questi diversi personaggi è stato don Arturo Cattaneo, sacerdote dell’Opus Dei e docente di Diritto canonico e Teologia in quattro diverse Università. Grazie alla collaborazione di Bruno Boccaletti, Elena Borravicchio e Claudio Pollastri, don Cattaleo ha curato il libro “Sorpresi dalla Fede” (editrice Elledici) con 46 tra testimonianze e interviste.

Il libro è un ricchissimo "campionario" di storie di fede. Personaggi famosi, professionisti nei più vari campi e uomini e donne "normali" si raccontano e testimoniano il loro rapporto con Dio e con la Chiesa.

Nella prima parte "Così la fede mi ha scovato" si parla di conversioni molto diverse: Claudia Koll, Gianni Morandi, Carlo Nesti, Leonardo Mondadori, André Frossard, Maurice Caillet...

Nella seconda parte "Così la fede mi rinnova" si  mostra l'incidenza della fede nella vita quotidiana e nella professione di ciascuno. Le persone interpellate raccontano cosa significhi per loro "vivere di fede" nella vita di ogni giorno e descrivono in che modo la luce della fede rinnovi profondamente il rapporto con se stessi e con gli altri. Ha scritto don Arturo nella Presentazione che “nessuno più di Dio può sorprenderci”.

Secondo il sacerdote dell’Opus Dei “la quintessenza del cristianesimo è credere e corrispondere all’amore di Dio” perché “Dio è amore e ci chiama all’amore”. Per questo il suo messaggio si chiama Vangelo che significa “buona notizia” e non c’è migliore notizia che non quella di sapere che “Dio ci ama”.

Sapere che qualcuno ci ama è sempre una buona notizia, la notizia è più buona quando si capisce che quel qualcuno è Dio che ci ama di più di quanto qualsiasi persona possa amarci. Spiega don Arturo che corrispondere all’amore di Dio è difficile, ma non impossibile. Il suo non è un amore platonico, ma si è manifestato con atti concreti, dall’incarnazione fino alla croce, una donazione totale che continua a realizzarsi attraverso la Chiesa e i sacramenti.

Nella lettera ai Romani (8, 35-39) San Paolo afferma che la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada, non ci separeranno dall’amore di Cristo, perché in tutte queste condizioni “noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati”.

Nella prefazione al libro monsignor Rino Fisichella riprende l’esortazione di san Pietro a “essere sempre pronti a rispondere a chiunque chieda ragione della speranza”. E “ciò significa che il cristiano è chiamato a dare ragione della sua fede e testimoniarla con la sua vita”. Il libro curato da don Ettore, riporta le diverse vicende, accomunate dall’esperienza della fede che ha convertito i cuori.