Sostegno alle famiglie, educazione dei giovani, solidarietà ai fratelli vulnerabili

Questi i temi al centro del messaggio del Papa ai partecipanti alla X Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra, al via da oggi fino all'8 novembre, a Busan, in Corea

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 279 hits

Ha preso il via oggi la X Assemblea Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra (CEC) a Busan, nella Repubblica di Corea. L’incontro, che si svolgerà fino al prossimo 8 novembre, sarà incentrato sul tema: "Dio della Vita, portaci alla giustizia e alla pace".

Papa Francesco ha voluto esprimere questa mattina il suo personale saluto ai partecipanti della plenaria. Tra questi, oltre 3.000 delegati ufficiali in rappresentanza delle 345 Chiese e Comunità ecclesiali affiliate all’organismo di Ginevra, delle Chiese non-membro e di organizzazioni associate.

Attraverso un messaggio - letto nell’assemblea dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani - il Santo Padre ha raccomandato le due coordinate che i partecipanti dovranno seguire durante i lavori: "preghiera" e attenzione ai “bisogni più urgenti del nostro tempo”.

Il Papa – si legge nel testo - “volentieri ribadisce l’impegno della Chiesa cattolica a continuare la cooperazione di lunga data con il Consiglio”. Al tempo stesso, esorta “tutti coloro che seguono Cristo di intensificare la preghiera e la cooperazione a servizio del Vangelo”, in virtù delle necessità del “mondo globalizzato” attuale che “richiede ai cristiani di dare testimonianza del valore della dignità della persona che viene da Dio”.

L’obiettivo, ha affermato Francesco, è difendere “un’educazione integrale dei giovani”, offrire “sostegno per le famiglie, cellula fondamentale della società” e “garanzia perché non sia ostacolato l'esercizio della libertà religiosa”. “In fedeltà al Vangelo – ha scritto il Pontefice – siamo chiamati a raggiungere tutti coloro che si trovano nelle periferie esistenziali della società e a portare particolare solidarietà ai fratelli e sorelle più vulnerabili”. Tra questi, il Papa cita in particolare “i poveri, i disabili, i nascituri e i malati, i migranti e i rifugiati, gli anziani e i giovani senza lavoro”.

Assicurando la sua personale preghiera, il Santo Padre ha quindi auspicato che “l’Assemblea contribuisca a dare nuovo impulso vitale e nuova visione a tutti coloro che sono impegnati alla sacra causa dell’unità dei cristiani”.

L’Assemblea, che è il più importante organo di gestione del CEC, è convocata ogni sette anni. La precedente Assemblea si è tenuta nel 2006 a Porto Alegre, in Brasile. Quest’anno essa sarà ospitata dal Consiglio di Chiese della Corea nella Diocesi di Busan.

Secondo il programma - riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana - ogni giornata si aprirà con una preghiera comune ed una breve riflessione biblica, si articolerà poi in sessioni plenarie e conversazioni ecumeniche, e si concluderà con una preghiera serale da varie tradizioni cristiane. Uno dei principali compiti dell’Assemblea è la nomina dei membri del nuovo Comitato Centrale incaricato di realizzare le attività del CEC nel periodo tra l’incontro di Busan e la prossima Assemblea Generale.

La nota informa, inoltre, che il cardinale Koch prenderà parte alla seduta inaugurale dell’Assemblea, mentre mons. Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, sarà a capo della delegazione cattolica ufficiale che comprende 25 membri, di cui 7 coreani, in veste di osservatori, tra cui rappresentanti della Curia Romana, di Conferenze episcopali, di istituti di vita consacrata e di movimenti laicali.

La Chiesa cattolica, conclude il comunicato, pur non essendo membro del CEC, collabora in vari modi con questo organismo e con la sua Commissione Fede e Costituzione, la cui funzione è quella di perseguire l’unità dei cristiani attraverso la riflessione comune su questioni che tuttora dividono i cristiani, tra cui, in particolare, l’ecclesiologia. Tra gli strumenti di collaborazione, il "Gruppo Misto di Lavoro" [GML], istituito nel 1965, costituisce la principale struttura di coordinamento delle relazioni tra la Chiesa cattolica ed il CEC.