Spagna: il progetto di “matrimonio omosessuale” sovvertirebbe il Diritto di Famiglia

L’ex vicepresidente del Tribunale Costituzionale mette in guardia sulle possibili modifiche costituzionali

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MADRID, mercoledì 12 maggio 2004 (ZENIT.org-Veritas).- José Gabaldón, Presidente del Foro Spagnolo della Famiglia ed ex vicepresidente del Tribunale Costituzionale, risponde all’intenzione espressa dal segretario dell’Organizzazione di Azione Settoriale del PSOE, José Blanco, dopo la sua riunione con la Federazione di Gay e Lesbiche, di proporre una modifica del Codice Civile che apra le porte al “matrimonio tra omosessuali”.




Cosa pensa della riforma del Codice Civile annunciata da José Blanco e che permetterebbe il “matrimonio tra omosessuali”?

José Gabaldón: Per parlare di una riforma così importante, bisogna innanzitutto vedere se implica un sovvertimento della Costituzione (soprattutto degli articoli 32 e 39) e di tutta la dottrina del Tribunale Costituzionale su questi punti.

Bisogna chiedersi subito come verrebbe creata una legge di questo tipo, che presuppone una modifica dei precetti del Codice Civile, e che in ogni caso non implicherebbe solo l’alterazione di due o tre paragrafi, ma si ripercuoterebbe su tutto il Diritto di Famiglia.

Ad ogni modo, stiamo parlando di una legge che non si può approvare in 24 ore e per la quale bisogna prendere tutte le cautele del mondo, perché il Diritto di Famiglia si sviluppa attraverso istanze molto delicate che si ripercuotono su di esso.


Il PSOE, il partito guidato dal Presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, ha annunciato che terrà riunioni periodiche con la Federación Estatal Lesbianas y Gays Transexuales y Bisexuales (FELGT). Ci saranno riunioni simili anche con le associazioni familiari?

José Gabaldón: Il Governo può tenere riunioni con chi crede, ma considerando che abbiamo sollecitato riunioni anche agli organi dell’Amministrazione competenti in materia di famiglia e tenendo conto delle differenze relative all’inserimento sociale della famiglia, speriamo anche noi di essere ricevuti.

Le associazioni familiari e altre associazioni preoccupate per il futuro della famiglia hanno il diritto di essere ricevute. Abbiamo chiesto un dialogo con le istituzioni politiche; il nostro proposito – come si può vedere dal Documento del Foro della Famiglia – è quello di mantenere un dialogo costante con il Governo.


Crede che le voci di coloro che parlano di discriminazione nei confronti degli omosessuali siano più forti di quelle che si levano contro la discriminazione della famiglia?

José Gabaldón: La sua domanda mi ricorda quel poeta che chiedeva di distinguere tra le voci e gli echi. Gli echi, a volte, sono più forti delle voci e possono contare su molti mezzi per rafforzarsi, ma questo non vuol dire che abbiano sempre ragione. Non sempre chi grida più forte ha ragione, anche se il fatto di arrivare più lontano dipende dai mezzi a disposizione.


In cosa consiste la Legge del Diritto all’Identità Sessuale che il PSOE vuole promuovere?

José Gabaldón: Il PSOE deve spiegare in cosa consisterà questa legge e la sua utilità, che non è molto chiara. Le Camere dovranno decidere se è davvero così necessaria.

Non stiamo ancora parlando di proposte concrete, ma di intenzioni all’interno della legislatura; avremo modo di continuare a discutere di questi problemi.