Spagna: in vigore una legge “incompatibile con la retta coscienza morale”

Nota della Conferenza Episcopale di fronte alla nuova legge sull'aborto

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MADRID, lunedì, 5 luglio 2010 (ZENIT.org).- Di fronte all'entrata in vigore, questo lunedì, della nuova legge sull'aborto approvata in Spagna, la Conferenza Episcopale ha diffuso una nota in cui sottolinea che è un provvedimento “incompatibile con la retta coscienza morale” e ricorda le sue dichiarazioni precedenti sulla questione.

“Oggi entra in vigore la nuova legge sull'aborto – afferma la nota –. Bisogna ricordare che si tratta di una legge obiettivamente incompatibile con la retta coscienza morale – in particolare quella cattolica – visto che, dal punto di vista etico, peggiora la legislazione vigente” per “motivi fondamentali”.

In primo luogo, sostiene il testo, “perché considera l'eliminazione della vita dei nascituri un diritto della gestante durante le prime 14 settimane di gravidanza, lasciando praticamente senza alcuna protezione queste vite umane, proprio nel periodo in cui si verifica la grande maggioranza degli aborti”.

In secondo luogo, aggiunge, “perché stabilisce un concetto di salute così ambiguo che equivale all'introduzione delle cosiddette indicazioni sociale ed eugenetica come giustificazione legale dell'aborto”.

In terzo luogo, “perché impone nel sistema educativo obbligatorio l'ideologia abortista e 'di genere'”.

Questi e altri motivi sono già stati spiegati dalla Commissione Permanente della Conferenza Episcopale nella sua Dichiarazione del 17 giugno 2009, che l'Assemblea Plenaria ha fatto espressamente sua nel comunicato finale del 27 novembre 2009.

I Vescovi concludono la dichiarazione con queste parole: “Parliamo proprio a favore di quanti hanno il diritto di nascere e di essere accolti dai genitori con amore; parliamo a favore delle madri, che hanno il diritto di ricevere un sostegno sociale e statale necessario per evitare di diventare vittime dell'aborto; parliamo a favore della libertà dei genitori e delle scuole che collaborano con loro di dare ai figli una formazione affettiva e sessuale in base a convinzioni morali che li preparino davvero ad essere genitori e ad accogliere il dono della vita; parliamo a favore di una società che ha il diritto di contare su leggi giuste che non confondano l'ingiustizia con il diritto”.

Per ulteriori informazioni, www.conferenciaepiscopal.es