Spagna: la laicità diventa un “emblema della democrazia moderna”

Spiega il Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola

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MADRID, martedì, 24 aprile 2007 (ZENIT.org).- Il Vescovo di Bilbao e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, monsignor Ricardo Blázquez, ha definito questo lunedì “eccessiva” la pretesa di trasformare la laicità in emblema della post-modernità e della democrazia moderna.



Si tratta di una visione della laicità attuale “in cui non c’è posto per Dio, per il Mistero che trascende la pura ragione”, ha affermato.

Durante il suo intervento all’apertura dell’Assemblea Plenaria, il Presidente della CEE ha spiegato che “si è arrivati ad attribuire al termine laicità un’accezione ideologica opposta a quella che aveva in origine”.

Monsignor Blázquez ha affrontate le varie definizioni che sono state date nei diversi momenti storici: “membro del popolo di Dio” all’inizio, “opposizione tra il potere civile ed ecclesiastico” nel Medioevo, “esclusione della religione e dei suoi simboli dalla vita pubblica relegandoli all’ambito del privato” nella modernità.

“Noi cristiani abbiamo la preziosa missione di annunciare e mostrare che Dio è amore, che non è antagonista dell’uomo”, ha affermato il presidente della CEE, che ha ricordato ciò che il Papa propugna come sana laicità: “autonomia effettiva delle realtà terrene rispetto alla sfera ecclesiastica, non così di fronte all’ordine morale”.

Allo stesso modo, ha difeso il fatto che in uno Stato aconfessionale (come sostiene la Costituzione) “siano importanti la ricerca e l’affermazione di basi morali comuni pre-politiche o meta-politiche”, e citando parole del Santo Padre ha detto che “la legge naturale è in definitiva l’unico baluardo valido contro l’arbitrarietà del potere o contro gli inganni della manipolazione ideologica”.

Insegnamento della religione nelle scuole

Il Presidente della CEE ha riconosciuto il lavoro svolto dai professori di Religione cattolica e ha mostrato il desiderio che “il loro lavoro si realizzi nelle condizioni personali, accademiche e sociali più appropriate”.

“La stabilità è coerente con la dignità del lavoratore, produce serenità di fronte al futuro e si ripercuote in modo benefico sulla materia di Religione”, ha affermato il Vescovo di Bilbao.

In questo senso, il presule ha commentato la sentenza del Tribunale Costituzionale del 15 febbraio 2007 con cui è stata respinta la richiesta di incostituzionalità promossa dal Tribunale Superiore di Giustizia delle Canarie: “Secondo la sentenza del Tribunale, spetta alle confessioni religiose la competenza di giudicare circa l’idoneità delle persone che devono impartire l’insegnamento religioso”, ha spiegato.

Monsignor Blázquez ha definito l’insegnamento religioso scolastico “disciplina accademica con le stesse esigenze di profondità e di rigore delle altre materie” e ha detto “che l’insegnamento religioso confessionale, una volta sviluppato, è teologia cattolica in formato ridotto”.

Il presule ha concluso il suo intervento chiedendo ai genitori, come primi educatori dei figli, di “esercitare questa responsabilità anche attraverso la richiesta della lezione di Religione cattolica”.

Durante il suo discorso, monsignor Blázquez ha inoltre approfittato per porgere i propri auguri alla Federazione Spagnola di Religiosi di Insegnamento (FERE) per il suo cinquantesimo anniversario e al Santo Padre per i suoi due anni come successore di Pietro.