Spagna: la legge sulla Riproduzione Umana Assistita, “un’OPA ostile contro l’uomo”

Reazioni di fronte alla “licenza legale di clonare esseri umani”

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MADRID, giovedì, 23 febbraio 2006 (ZENIT.org).- Numerose reazioni e aggettivi spiacevoli hanno accompagnato, prima e dopo la sua approvazione alla Camera dei Deputati spagnola – giovedì scorso –, il disegno di Legge sulle Tecniche di Riproduzione Umana Assistita (LTRHA) promosso dall’attuale Governo socialista.



Questa norma, come aveva avvertito in precedenza l’episcopato spagnolo, costituisce una “licenza legale di clonare esseri umani”.

Già alla vigilia del dibattito parlamentare, il “Forum Spagnolo della Famiglia” (FEF, che rappresenta 4 milioni di famiglie del Paese) aveva denunciato in una nota che la legge “subordina il diritto alla vita di alla sperimentazione e all’abuso tecnologico”, perché non protegge “la vita umana nella sua fase embrionale”.

In concreto il FEF (www.forofamilia.org) mostrava il suo rifiuto per “la legalizzazione dei cosiddetti ‘bebè-farmaco’, la clonazione e l’utilizzo indiscriminato di embrioni per la sperimentazione, la fecondazione post mortem e l’eliminazione di ogni limite al numero di embrioni che si possono fabbricare in vitro, per sottolineare solo le novità più gravi di questa legge”.

L’approvazione di questa norma, quindi, è un “notevole” passo indietro rispetto “alle prime garanzie introdotte nel 2003 [dal Governo precedente, del Partito Popolare, ndr] per porre un limite al numero di embrioni prodotti e congelati e alla loro sperimentazione”, denunciava Benigno Blanco, avvocato e Presidente del FEF.

“Le cellule madri che provengono da embrioni umani non possono curare al giorno d’oggi alcuna malattia, mentre con cellule madre provenienti da tessuti adulti – che non hanno alcuna controindicazione etica – esistono già applicazioni terapeutiche efficaci e si stanno realizzando nei nostri ospedali con tutta normalità”, ricordava Blanco.

Nel dare notizia del nullaosta della Camera dei Deputati al progetto della LTRHA, “che permetterà la selezione genetica di embrioni a scopo terapeutico per terzi”, la catena radiofonica COPE ha registrato lo stesso giorno le dichiarazioni del portavoce e Segretario generale dell’episcopato spagnolo, il sacerdote Juan Antonio Martínez Camino.

Padre Martínez Camino ha insistito sul fatto che la nuova normativa è “molto preoccupante per la giusta e retta coscienza dei cittadini nel modo di trattare gli esseri umani”, permettendo “l’eugenetica”, “la clonazione di esseri umani” e “il trattamento di embrioni come materiale di commercio”.

Il 17 febbraio il quotidiano “Avvenire”, in un articolo intitolato “Strappo a Madrid”, sintetizzava: “Fecondazione:la Spagna abbatte i limiti dell’etica”.

“La Spagna ‘strappa’ ancora con il sì alla ricerca con gli embrioni e alla diagnosi pre-impianto”, sottolineava il quotidiano alludendo alle “due novità principali previste dalla nuova legge”.

Presidente dell’“Associazione di Bioetica” e medico endocrinologo dell’Ospedale La Paz di Madrid, il dottor Manuel de Santiago avvertiva delle “trappole” del testo legislativo e delle sue contraddizioni, perché, anche se proibisce la clonazione a scopi riproduttivi, “non si oppone a quella terapeutica”, il che significa “non proibire la clonazione umana per la ricerca”.

Di queste dichiarazioni si è fatto eco “Análisis Digital” – organo informativo dell’Arcidiocesi di Madrid – alla vigilia dell’approvazione del progetto del LTRHA, avvertendo che “si lascia la porta aperta per creare embrioni, utilizzarli nel caso in cui siano geneticamente ben equipaggiati e disfarsene quando hanno compiuto la loro funzione al servizio della scienza”, cosa che presuppone “proibire il loro diritto fondamentale alla vita”.

Un’altra delle “trappole” della LTRHA sta nella falsa idea comunicata all’opinione pubblica che a beneficiarne sarà la gran parte della società, ma il dottor de Santiago ha spiegato che i suoi presunti benefici utilitari arriveranno a “piccolissimi gruppi di persone”, mentre il danno – scrive “Análisis Digital” – che si farà con lo spreco di innumerevoli embrioni è estremamente superiore.

L’esperto ha criticato anche il fatto che la Spagna non abbia ascoltato le raccomandazioni di “senso comune” dell’ONU di proibire ogni tipo di clonazione per via legislativa.

Da parte sua, in una riflessione intitolata “La rivoluzione animale è già qui”, Teresa García-Noblejas – Presidente di Professionisti per l’Etica, Federazione Spagnola di Associazioni (www.profesionalesetica.com) –, ricordava che “la riproduzione assistita era già autorizzata in Spagna e non era necessario ampliarla, perché la produzione artificiale di esseri umani la realizzano numerose cliniche private e pubbliche”.

“L’unico obiettivo di questa nuova legge è arricchire i centri che immagazzinano centinaia di migliaia di embrioni congelati con cui a partire da ora si potrà sperimentare e commercializzare senza limite”, denunciava.

Negli ultimi giorni, la Conferenza Episcopale Spagnola ha riunito alcune reazioni alla LTRHA, come quella del Vescovo Juan Antonio Reig Pla, Presidente della Sottocommissione Episcopale di Famiglia e Vita.

Il presule ha denunciato in un’intervista che il progetto legislativo “può diventare una vera arma di distruzione di massa di vite umane, così come dell’integrità psicologica di quanti sopravvivono ad essa”, ed è “uno strumento per facilitare il suicidio silenzioso e inesorabile della nostra civiltà, che non è altro che la Civiltà dell’Amore”.

Il Vescovo Jesús Sanz Montes – di Huesca e Jaca – non ha esitato a definire la LTRHA come una “OPA ostile” [in termini mercantili, “Offerta Pubblica di Acquisizione”, ndr] “contro l’uomo”.

Il presule si è fatto eco della Nota dell’episcopato spagnolo, sottolineando che “noi cristiani non siamo contrari al progresso della scienza”, ma “chiediamo una linea investigativa a partire dalle cellule madri, anziché di giocare irresponsabilmente a fare gli dei”.

“Fa paura pensare al denaro che sta dietro ad una legge simile nelle industrie che beneficeranno del suo sviluppo, e fa paura pensare che sarebbe un cedere ad una corrente ideologica progressista (paradossalmente così involuzionista) per ricavare a costo della vita ulteriori vantaggi elettorali”, riconosce.

Insieme a molte altre reazioni di presuli spagnoli, lunedì scorso l’Arcivescovo di Pamplona e Vescovo di Tudela – monsignor Fernando Sebastián Aguilar – ha pubblicato una lettera intitolata “Una legge crudele e ingannevole” alludendo alla LTRHA, che ha anche definito come “discriminatoria” e “totalitaria”, visti i suoi contenuti, e perché in essa “l’autorità pretende di poter decidere sulla vita e la morte di migliaia di esseri umani”.