Spagna: ritrovato un prezioso manoscritto

Il Codex Calixtinus era stato rubato nel luglio del 2011

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di Anne Kurian

ROMA, lunedì, 9 luglio 2012 (ZENIT.org) - Un prezioso manoscritto del XII secolo, rubato nel luglio del 2011, è stato ritrovato nei pressi di Santiago di Compostela, nella comunità autonoma della Galizia. Si tratta del Codex Calixtinus, attribuito dalla tradizione a Papa Callisto II (1060-1124).

La polizia spagnola ha recuperato il prezioso manoscritto, che apparteneva all'archivio della Cattedrale di Santiago di Compostela. Il codice è stato ritrovato nella località di Milladoiro, nei pressi di Santiago, avvolto in un sacco della spazzatura nel garage di un elettricista locale.

L'uomo aveva lavorato 25 anni per la cattedrale di Santiago. Durante l'inchiesta, diverse persone sospettate di essere coinvolte nel furto sono state arrestate, tra cui la moglie e il figlio dell'ex dipendente. Oltre al manoscritto, la polizia ha recuperato vari oggetti appartenenti alla cattedrale e oltre un milione di euro in contanti.

Composto da cinque libri, fra cui De miraculis sancti Iacobi, che racconta 22 miracoli compiuti dall'apostolo San Giacomo il Maggiore (o Giacomo di Zebedeo), e la più antica descrizione dei principali itinerari del Cammino di San Giacomo - l'Iter pro peregrinis ad Compostellam –, il Codex Calixtinus si presenta come un insieme di testi destinato a promuovere la figura e il culto dell'apostolo.

Conosciuto anche con il nome di Jacobus, il libro appartenente alla cattedrale di Santiago di Compostela è la più antica copia completa del Libro di San Giacomo o Liber Sancti Iacobi, realizzato probabilmente attorno all'anno 1150. Un'altra copia risalente allo stesso periodo è conservata oggi a Barcellona. In tutta l'Europa esistono circa 200 copie più tardive del codice.

L'introduzione al manoscritto è costituita da una lettera di Papa Callisto II - fittizia in quanto il Pontefice, nato Guido dei Conti di Borgogna, morì nell'anno 1124, cioè anteriore alla data di compilazione -, da cui il nome di Codex Calixtinus.

[Traduzione dal francese e rielaborazione a cura di Paul De Maeyer]