Spending review: "Accolti importanti emendamenti, ma si poteva fare di più"

Il portavoce del Forum Terzo settore, Andrea Olivero, spiega la situazione di molti Osservatori e organismi di consultazione

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ROMA, mercoledì, 1 agosto 2012 (ZENIT.org) - “Il decreto della spending review, in approvazione al Senato, mostra rilevanti segnali positivi che vanno nella direzione di ascolto delle istanze sollevate dal terzo settore”. Nelle scorse settimane il Forum del Terzo Settore aveva lanciato l’allarme contro alcuni provvedimenti, contenuti nel DL 95/2012, che avrebbero portato un “grave attacco alla partecipazione, alla democrazia e alla realizzazione di importanti servizi sociali per la comunità”.

E oggi il portavoce del Forum, Andrea Olivero, interviene affermando che “rispetto all’art. 4 prendiamo favorevolmente atto che si è fatto un notevole passo indietro. Mettere in questione la possibilità, da parte delle pubbliche amministrazioni, di erogare contributi e di procedere a convenzionamenti – afferma Olivero -, avrebbe provocato effetti devastanti sul terzo settore, dalle cooperative per l'inserimento lavorativo a quelle di servizi alla persona, e sulle organizzazioni di volontariato.

Basti pensare al numero di servizi essenziali che difficilmente sarebbero stati ancora garantiti. Solo per citare alcuni esempi, il sistema della raccolta e donazione del sangue, quello del 118 o della protezione civile”.

Continua Olivero: “Rispetto all’art. 12, comma 20, che annunciava la chiusura di moltissimi Osservatori e organismi di consultazione, accogliamo con soddisfazione il ripristino dell’Osservatorio del volontariato, di quello della Promozione Sociale, dell’Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza e del Comitato nazionale di parità. Purtroppo ne verranno chiusi molti altri, il cui costo, nullo in termini economici, è invece molto alto in termini di confronto, partecipazione, costruzione di socialità e di fiducia, dunque di democrazia per il nostro Paese. Tra questi la Consulta nazionale del Servizio civile, uno strumento importante che tutela la formazione di moltissimi giovani”.

“E’ chiaro che il mancato utilizzo del metodo concertativo ha fatto si che si sbagliasse l’approccio e che si minacciasse di sopprimere alcuni organismi partecipati di grande importanza e valenza sociale – conclude Olivero -. Continueremo quindi a vigilare e a chiedere con forza al governo che vengano garantiti tavoli di confronto affinché venga dato ascolto al nostro mondo e si trovino risposte e risorse soddisfacenti che sostengano tutto il terzo settore, riconoscendone il ruolo nella vita dei cittadini, come pure il suo rappresentare uno spazio fondamentale di partecipazione democratica”.