Spiriti e vampiri al centro della spiritualità dei teenager

Quattromila studiosi al congresso dell'American Academy of Religion di Chicago sullo stato dello studio scientifico delle religioni

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di Massimo Introvigne 

CHICAGO, mercoledì, 21 novembre 2012 (ZENIT.org) - Dagli Stati Uniti all'Europa i teenager di oggi rappresentano la prima generazione dove chi si dichiara cristiano è in minoranza, ma gli atei sono ancora meno numerosi che tra gli adulti.

Al contrario, questi teenager «post-cristiani» hanno un gran numero di credenze, non sempre coerenti tra loro, di tipo spirituale o religioso. È quanto emerge dai lavori del congresso sullo stato dello studio scientifico delle religioni organizzato dall'American Academy of Religion, cui partecipano oltre quattromila specialisti di tutto il mondo e che si conclude oggi a Chicago. 

Nella sua attesa relazione, lo storico delle religioni americano J. Gordon Melton ha notato il grande ritorno dello spiritismo e come un buon terzo dei teenager statunitensi seguano o anche cerchino di riprodurre esperienze medianiche di contatto con i defunti o con entità di vario genere.

«Noi studiosi siamo in ritardo - ha detto Melton - pubblichiamo tanti libri sullo spiritismo, ma su quello dell'Ottocento e sui suoi addentellati politici, per esempio sul fatto che in Italia era spiritista Garibaldi o che quella che possiamo chiamare l'estrema sinistra della politica statunitense alla fine del secolo XIX era composta quasi tutta da spiritisti. Ma in questi libri diamo l'impressione che lo spiritismo sia una cosa dell'Ottocento, e che oggi non ci sia più. È il contrario. La parola spiritismo forse è passata di moda ma non ci sono mai stati tanti giovani interessati agli spiriti come oggi».

Il sociologo torinese Massimo Introvigne ha, a sua volta, presentato una sua ricerca sul caso esemplare brasiliano del Vale do Amanhecer, una cittadina a un'ora di automobile da Brasilia dove vivono ventimila medium, che oggi è al centro di un movimento mondiale di mezzo milione di persone. 

Altre relazioni hanno mostrato come molti teenager derivino la loro spiritualità dai film di vampiri. I sociologi americani hanno coniato il neologismo «fampiro» per indicare le migliaia di ragazzi che, tra i milioni di giovani che si appassionano ai film di vampiri semplicemente come momento di evasione, vanno oltre, ne fanno il centro della propria vita e ne derivano anche idee «religiose».

«Con la saga di Twilight - commenta Melton - è emersa una comunità di "fampiri" composta principalmente da ragazzine, mentre prima a prendere sul serio i vampiri erano soprattutto gli adolescenti maschi». «Il successo di spiriti e vampiri - prosegue Introvigne - mostra che i teenager, anche quelli che non si considerano più cristiani, continuano a farsi molte domande sulla morte e l'immortalità. Non serve, come fanno i fondamentalisti protestanti e anche qualche cattolico ultra-conservatore, demonizzare questa subcultura giovanile dichiarandola semplicemente dominata dall'occulto e dal demoniaco».

«Qui a Chicago - conclude - abbiamo sentito menzionare interessanti esperienze, anche di sacerdoti cattolici, che cercano di entrare in dialogo con questi giovani e capire che cosa vogliono davvero. In quello che per la Chiesa Cattolica è l'Anno della fede, mi sembra francamente la strada più giusta».