Staminali adulte: un progresso della scienza

Dall'11 al 13 aprile in Vaticano, il Congresso internazionale sulla medicina rigenerativa

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 496 hits

A un anno e mezzo di distanza dal primo congresso internazionale, organizzato dal Vaticano, in collaborazione con la Stem for Life Foundation, un nuovo appuntamento è stato annunciato sul tema della cura a base di cellule staminali.

Dall’11 al 13 aprile, presso l’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, si svolgerà la conferenza internazionale Medicina rigenerativa: cambiamento fondamentale nella scienza e nella cultura. L’iniziativa è promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura e da Stem for Life.

Il congresso intende segnare un cambio di passo nel dibattito sulle staminali, superando il dualismo staminali embrionali / staminali adulte, e concentrando piuttosto l’attenzione sulle adulte, come patrimonio consolidato dell’attuale ricerca medico scientifica.

Tra le personalità di spicco che interverranno ai lavori congressuali, si segnala John Gurdon, Premio Nobel per la Medicina 2012, la cui relazione è prevista venerdì 12 aprile, alle ore 10.35.

Come ha spiegato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, tenutasi stamattina in Sala Stampa Vaticana, il congresso affronterà temi delicatissimi - come, ad esempio, l’Alzheimer – nell’ottica di dare una risposta alla grande e diffusa domanda sulla sofferenza umana.

Su argomenti come la ricerca sulle staminali, la religione – nello specifico la Chiesa Cattolica – non interviene soltanto “negativamente”, per stabilire i pur necessari confini etici, ma ha soprattutto un approccio “positivo”, offrendo una visione “non solo spirituale ma anche un impegno concreto”, ha aggiunto Ravasi, ricordando che una notevolissima parte del racconto evangelico è dedicato alle guarigioni dei malati da parte di Gesù.

L’imminente congresso, tuttavia, ha anche un’implicazione di carattere “sociale e civile”, ha spiegato il porporato, in quanto la ricerca scientifica ha un impatto positivo sull’umanità sofferente, a partire dalle famiglie dei malati che devono sostenere dei considerevoli costi umani ed economici.

Alla domanda di un giornalista, circa la possibile partecipazione di papa Francesco, il cardinale Ravasi ha puntualizzato che, trovandosi alle primissime settimane di pontificato, il Santo Padre verosimilmente non avrà il tempo di inviare un messaggio ai congressisti, tuttavia, quando saranno pronti gli atti del congresso, il Papa ne riceverà ufficialmente copia; “speriamo di ricevere un suo riscontro”, ha detto a tal proposito Ravasi.

La dottoressa Robin Smith, amministratore delegato della NeoStem e presidente della Stem for Life Foundation, ha definito “miracolosa” la partnership avviata dalla sua fondazione con il Pontificio Consiglio per la Cultura, da cui è scaturita una “coraggiosa missione” come quella di “educare il mondo sulla possibilità di cura per mezzo delle cellule staminali adulte”. Al centro di tale collaborazione, ha spiegato Smith, c’è un “rigoroso impegno verso una scienza etica”.

Già in occasione del congresso del 2011, il Vaticano e la Stem for Life specificarono che la loro collaborazione non si basava sul “dire alla gente cosa non fare”, quanto, piuttosto, spiegare “cosa bisogna fare”, quindi illustrare tutte le possibilità terapeutiche che le cellule staminali offrono e le prospettive di sviluppo della ricerca in questo ambito.

La presidente di Stem for Life ha poi aggiunto: “Siamo tutti incredibilmente eccitati per l’elezione di papa Francesco e speriamo di aver presto l’opportunità di incontrarlo. So che il Pontefice è perito chimico, quindi contiamo di poter lavorare sotto la sua guida e con il suo sostegno della scienza etica delle cellule staminali adulte”.

Rispondendo ad una domanda di ZENIT, circa la valenza politica della ricerca sulle staminali e sulla percezione della tematica da parte dei non-addetti ai lavori, Robin Smith ha osservato che, 10-15 anni fa tutta l’attenzione era focalizzata quasi esclusivamente sulle staminali embrionali, mentre oggi, l’evoluzione della ricerca porta inevitabilmente a prendere atto dei migliori risultati ottenuti con le adulte.

“Anche la politica – ha proseguito Smith – ormai inizia a confrontarsi molto più con i risultati concreti e con i dati scientifici che non con le promesse che le staminali embrionali non hanno mantenuto”. Constatare la maggiore efficacia delle staminali adulte, quindi, può essere considerato, a tutti gli effetti “un progresso della scienza”.

A conclusione della conferenza stampa è intervenuto monsignor Tomasz Trafny, responsabile del Dipartimento Scientifico del Pontificio Consiglio per la Cultura. Assieme al cardinale Ravasi, “ci siamo resi conto che ciò che abbiamo di fronte è molto più articolato rispetto alle nostre previsioni iniziali di qualche anno fa, quando abbiamo ideato il percorso da seguire”.

Quindi, il percorso inizialmente predisposto, articolato sul principio del “capire-conoscere-studiare”, è stato integrato sul “tradurre-formare-diffondere” e, successivamente, sul “tradurre-formare-diffondere”.

In altre parole, si tratta di trasmettere, “in un linguaggio accessibile a tutti”, il messaggio che la fede “non ha paura della scienza” e che, sulle staminali in particolare, è necessario che i vari contesti umani – religione, scienza, politica, università, imprenditoria – collaborino insieme in modo costruttivo.