Staminali sconosciute agli italiani

Otto su dieci non ne conoscono le fondamentali differenze; la metà non ha idea di cosa siano

Roma, (Zenit.org) | 340 hits

“I risultati dello studio ISPO sulle cellule staminali, commissionato da Assobiotec, sono un grido d’allarme impossibile da non cogliere”.

Luana Piroli, Presidente della Fondazione InScientiaFides, non si stupisce del grado di conoscenza degli italiani, ed invita a ragionare con attenzione, ma soprattutto ad agire.

Non è possibile restare fermi di fronte al fatto che l’82% degli italiani confonde le cellule embrionali con quelle cordonali.

“Siamo impegnati quotidianamente nella diffusione della conoscenza sulle staminali. E’ vero che gli italiani non ne conoscono le potenzialità, ma è vero che hanno una domanda di conoscenza enorme. Quindi questi dati sono una sconfitta per tutto il sistema sanitario nazionale. Se un italiano su due non ne sa nulla, se molti fanno confusione e per colpa di tanti messaggi disorientanti immaginano che il loro utilizzo sia addirittura da chiedere ad un giudice, vuol dire che non c’è una lacuna da colmare, ma un cratere”

Luana Piroli cita anche l’esperienza diretta.

“Ad agosto abbiamo fatto un esperimento, quello di proporre ad una platea come quella del Meeting di Rimini un convegno per far conoscere le staminali. Avevamo preparato una sala da 200 persone e ne sono arrivate più di mille. Mancano regole, manca informazione, manca la coscienza che ogni giorno nel mondo una equipe scientifica compie passi avanti per la cura di gravi patologie, oggi oltre 70 curabili con le cellule staminali contenute nel sangue cordonale e nel midollo osseo. Manca la conoscenza sulla disponibilità delle stesse:da midollo, da sangue periferico, da cordone ombelicale…

Infine, la Piroli chiude con un impegno: “Continueremo a programmare incontri di informazione presso i nostri laboratori, Family Day sempre più partecipati, ad organizzare appuntamenti dedicati alla conoscenza, a sostenere ricerche e ad attrarre ricercatori italiani che ora sono all’estero e che stiamo richiamando in Italia per lavorare su questo. Ma la politica deve aiutare, selezionando gli interlocutori sulla base della professionalità certificata, regolamentando con precisione, e soprattutto alimentando l’informazione. Invece c’è immobilismo totale. Da mesi sto chiedendo di potermi confrontare con esponenti politici per avviare un lavoro comune. Forse ora, davanti a questi dati, qualcosa si muoverà e ringrazio di questo Assobiotec”.