"Stavo morendo, per l'intercessione di Wojtyla sono guarita"

Florybeth Mora Díaz racconta della sua guarigione miracolosa

Roma, (Zenit.org) Wlodzimierz Redzioch | 428 hits

Il miracolo che ha dato il via alla canonizzazione di Giovanni Paolo II riguarda Florybeth Mora Díaz, una donna del Costa Rica.

L’ho trovata e intervistata. La sua storia è pubblicata nel libro Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano (Edizioni Ares). 

Florybeth Mora Díaz, moglie di Edwin Antonio Arce Abarca e madre di quattro figli (un quinto è morto), vive in una piccola località che si chiama Dulce Nombre de Jesús.

Era una donna sana, quando un giorno avvertì improvvisamente un fortissimo dolore alla testa. Trasportata al pronto soccorso dell’ ospedale di Cartago, venne ricoverata d’urgenza nell’ospedale della capitale San José.

Ha raccontato Florybeth: “Avevo 47 anni quando mi sono ammalata. Tutto è capitato come un fulmine a ciel sereno: dal giorno alla notte mi sono trovata in una situazione di pericolo di morte. Sul momento non riuscivo a capire, perché sono sempre stata una donna in salute; avevo frequentato gli ospedali solamente per partorire i miei cinque figli.

Così, quando mi fu diagnosticato il danno al cervello (Rottura di aneurisma dell’arteria cerebrale destra con emorragia) non riuscivo a crederci, neppure in seguito, quando i medici mi davano poche ore di vita…

La paura, tuttavia, si fece strada nella mia mente nel leggere la tristezza sul volto dei miei figli e del mio sposo; e aumentava man mano che si evidenziava il mio deterioramento fisico.

In ogni caso mi appoggiavo fortemente a Dio e pregavo per l’intercessione di Giovanni Paolo II”.

Mentre la riportava a casa perchè non c’era più niente da fare, suo marito Edwin Antonio disperato si rivolse a Giovanni Paolo II: “Santo Padre, ti prego aiutami e intercedi presso Dio per la guarigione di mia moglie”.

Il 1° maggio 2011, alle 2 di notte ora locale, in Costa Rica iniziò la diretta Tv della Messa di beatificazione di Papa Wojtyła.

Nonostante le condizioni in cui si trovava Florybeth decise di provare a guardare la Tv dal suo letto, dove si trovava piena di dolori e totalmente immobilizzata.

Alla domanda sul perché si è raccomandata a papa Wojtyła, Florybeth ha riposto: “perché ho sempre creduto, anche quando era vivo, che fosse un santo. Non ho alcun dubbio che lui stia vicino a Dio e che interceda per noi davanti al nostro Signore Gesù”.

Alla domanda quando e come si è accorta che le sue preghiere erano state esaudite, Florybeth ha spiegato: 

“Mentre mi trovavo sola nella mia stanza, ho sentito una voce interiore che mi invitava ad alzarmi dal letto. Sentii nel profondo che dovevo obbedire ed ebbi la forza per farlo. Ho provato allora una grande pace e la cosa più importante fu che non avevo più paura. La guarigione fisica penso sia avvenuta in un secondo momento: il Signore mi stava convincendo nello spirito, donandomi molta pace e la certezza della mia guarigione”.

Florybeth si alzò del letto ed andò in cucina. Il marito la vide e spaventato la riportò a letto. Lei fìgli disse di sentirsi bene e che qualcosa era accaduto nel suo fisico.

La mattina dopo Florybeth fu riportata in ospedale. “I medici – ha raccontato Florybeth - in un primo momento pensavano di avermi attribuito per errore i risultati diagnostici di un’altro paziente, ma non appena si accertarono che non era così, furono colti da una meraviglia completa e palese, perché loro più di tutti si rendevano conto di stare davanti a un miracolo”.

Gli amici, i conoscenti, tutte le persone che la conoscevano e che l’avevano vista malata, ora si stupivano di come aveva recuperato la salute. Stupore e gioia furono i sentimenti che riempirono i cuori delle persone che avevano assistito alla rinascita di Florybeth.

Ma come ci sente ad essere una miracolata? 

E Florybeth ha detto: “Stiamo attraversando momenti veramente difficili, in quanto manca la fede. Secondo me questo miracolo è avvenuto affinchè possiamo elevare i nostri sguardi al Cielo e possiamo constatare che Dio esiste, che è la Vita e che senza Dio non è vita vera.

Senza la fede, senza la speranza non accadrebbe nessuna di queste meraviglie. Bisogna sempre avere fede in Chi per ora non vediamo, ma nel nostro cuore e nella nostra mente sappiamo che esiste”.

Questa ed altre testimonianze sulla santità di Giovanni Paolo II, verranno raccontate nel corso di un incontro che si svolgerà alla Università Europea di Roma, venerdì 4 aprile alle ore 19.00 con il titolo “Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Due papi Due Santi”.

Per informazioni: http://www.zenit.org/it/articles/due-papi-due-santi