STOQ: il dialogo tra fede e scienza fatto vita

Intervista al professor Rafael Pascual, L.C., uno dei promotori

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ROMA, domenica, 10 luglio 2005 (ZENIT.org).- Il dialogo tra scienza e fede sta smettendo di essere un ideale lontano e a volte esotico per diventare una pratica ordinaria grazie ad un progetto senza precedenti lanciato dalla Santa Sede, da università pontificie e da alcuni degli scienziati di maggior prestigio al mondo.



Lo scorso 11 marzo il Cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato la seconda fase del programma STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), il primo consorzio ufficiale fra le maggiori università pontificie per la ricerca e la docenza nel campo dei rapporti scienza-fede.

STOQ, avviato nel 2000 in occasione del “Giubileo degli Scienziati”, riunisce sotto la Direzione del Prof. Don Gianfranco Basti tre gruppi di lavoro presso la Pontificia Università Gregoriana, la Pontificia Università Lateranense e l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” in una missione al servizio della ricerca scientifica e dell’evangelizzazione.

La seconda fase (chiamata STOQ 2) servirà a promuovere il coordinamento fra i gruppi di lavoro verso la piena definizione di ruoli complementari e l’avvio di istituti di ricerca orientati sia all’avanzamento delle conoscenze in campo scientifico sia all’approfondimento del dialogo tra la scienza, la filosofia e la teologia.

L’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” è il più giovane dei tre istituti, ma nel quadro del programma STOQ ha inserito il primo Master in Scienza e Fede mai attivato da un istituto cattolico. Il gruppo di lavoro fa capo l padre Rafael Pascual LC, spagnolo, 45 anni.

Quali sono gli obiettivi con cui tre università pontificie hanno deciso di collaborare a studi di carattere scientifico, oltre a quelli per loro tradizionali di Filosofia e Teologia?

P. Rafael Pascual: Il progetto STOQ ha l’obiettivo di coordinare gli istituti partecipanti in un progetto comune per l’indagine congiunta su Scienza, Filosofia e Teologia. E’ qualcosa che va ben al di là del semplice rispondere alle vecchie illazioni su contrasti fra Fede e Scienza: si tratta di collaborare nella comune ricerca di quella verità che costituisce l’ambizione, comune anche se talvolta inconsapevole, degli scienziati, dei filosofi e dei teologi. Almeno nelle prime due categorie ci sono state sempre persone fervidamente credenti e persone completamente atee, ma l’indagine di cui ci occupiamo non esclude nessuno, anzi. Si tratta proprio di lavorare insieme, sui dati scientifici come sull’elaborazione di modelli filosofici e la comprensione delle realtà rivelate, per arrivare a comprendere sempre meglio quale sia il vero ruolo dell’uomo nel Creato.

Era naturale, per gli Istituti Accademici pontifici che integrano STOQ, essere in prima linea di fronte a questa sfida culturale del 21° secolo e, probabilmente, di quelli che verranno.

Come si è organizzato il lavoro in squadra fra tre università pontificie così diverse per tradizione ed età?

P. Rafael Pascual: Ciascuno sta portando contributi e ricerche nel proprio campo di eccellenza. Siamo riusciti finora a sviluppare un programma congiunto in cui ciascuna istituzione offre quello che, rispetto all’obiettivo comune, sviluppa autonomamente; ma già si è visto, e questo è un punto su cui vogliamo lavorare sempre di più in futuro, che lavoriamo anche molto bene insieme.

Un’occasione sarà il Convegno sul Problema dell’Infinito, che si terrà il prossimo novembre, dal 17 al 19. Siamo anche molto avanti sull’unificazione delle pubblicazioni in una collana comune. In forza di questa collaborazione siamo riusciti a ricevere un notevole appoggio dalla John Templeton Foundation. Collaborare con la Gregoriana e la Lateranense, peraltro, era per noi Legionari di Cristo un riprendere legami di famiglia, visto che molti di noi hanno anche studiato presso le due università e alcuni di noi vi insegnano. La collaborazione c’era già da anni e funzionava bene; come si dice in Italia, “squadra vincente non si cambia”.

Qual è stato lo specifico contributo del “Regina Apostolorum” a STOQ 1?

P. Rafael Pascual: Stiamo contribuendo soprattutto con due dipartimenti: il primo è quello di Bioetica, che costituisce la novità della nostra offerta formativa come università e che nel quadro del progetto STOQ ha ricevuto una sorta di “mandato” dagli altri Istituti per portare avanti la ricerca su questo fronte. Va detto che si tratta di una Facoltà completamente nuova nel panorama dell’offerta formativa non solo nell’ambito ecclesiastico, e nasce per sua stessa costituzione con un carattere altamente interdisciplinare. I docenti, ma anche gli studenti, provengono da settori molto diversi, tanto del mondo scientifico quanto filosofico e teologico. E’ giusto il tipo di calderone di cui STOQ ha bisogno per lavorare, ed è la nostra versione dei fatti.

L’attività di docenza e di interfaccia con STOQ, comunque, è il Master in Scienza e Fede, che funziona da tre anni e raccoglie studenti laici, religiosi, umanisti e di preparazione scientifica, e che ha ospitato in tre anni oltre cinquanta conferenze di specialisti da ognuno dei campi, con quattro corsi principali di cui uno, “Science, Philosophy and Theology: a Possible Dialogue?” ha vinto il Science and Theology Course Program Award del CTNS americano. Teniamo regolarmente corsi intensivi di trait d’union fra il campo scientifico e quello umanistico; abbiamo ospitato tre mostre, fra cui una edizione di “Cercatori della Verità” in collaborazione col Meeting di Rimini e la presentazione, presso il nostro ateneo, del volume “Fede e Cultura”, queste due ultime iniziative in collaborazione col Pontificio Consiglio della Cultura. Pochi giorni fa si è chiuso un convegno che abbiamo organizzato insieme alla nostra Facoltà di Teologia, sul tema del Peccato Originale visto anche nella prospettiva scientifica e teologica; entro quest’anno ne organizzeremo un altro sui miracoli eucaristici, stavolta sotto la nostra esclusiva direzione. Teniamo regolarmente visite guidate a centri di ricerca scientifica e a luoghi di rilevanza storica nel quadro del rapporto scienza e fede.

Abbiamo scelto un profilo di eccellenza che il progetto STOQ richiedeva, anche se questo comportava un corso di studi molto selettivo; è stata una scelta che ora, finalmente, comincia a pagare.

Qual è la sua vicinanza personale ai temi trattati nel progetto STOQ?

P. Rafael Pascual: Molto profonda.

Sono nato a Barcellona e da bambino andavo spesso a giocare in campagna coi miei fratelli: là ho cominciato ad appassionarmi alla natura con l’immediatezza che si ha da giovani quando si vede la bellezza stupenda della creazione. In famiglia avevamo tutti questa passione, io facevo l’entomologo forse di poca cultura scientifica ma certo di una qualche abilità pratica...

La mia vocazione nella vita è quella del sacerdote, prima di tutto, e poi dello studioso di filosofia; la mia formazione e la mia successiva esperienza hanno rinsaldato in me la convinzione che le realtà visibili e quelle invisibili siano fortemente unite nella suprema Realtà che è Dio.

Al Regina Apostolorum sono professore di Filosofia della Scienza e Filosofia della Natura, quindi gli obiettivi di STOQ sono fortemente miei obiettivi, anche per lavoro. Studio e insegno, tutti i giorni, quanto sia importante per la scienza chiedere alla Filosofia modelli e criteri interpretativi alla luce dei quali valutare i dati che raccoglie; e, d’altro canto, come la Filosofia e la Teologia stesse debbano tenere conto, e sempre valutare, i riscontri della scienza per poter essere guidate alla ricerca delle verità razionali e rivelate. Il progetto STOQ mira a convincere il mondo culturale di una realtà che dovrebbe essere evidente, ma troppo spesso non lo è: sebbene ci sono due ordini di conoscenza, quello della ragione e quello della fede, ambedue conducono, per le loro proprie strade, verso l’unica verità.