Storia del popolo orante che va da Macerata a Loreto

Eran trecento ora sono sessantacinquemila

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di Antonio Gaspari

ROMA, martedì, 22 aprile 2008 (ZENIT.org).- C’è un “popolo della notte” che non è quello che si muove tra discoteche e ritrovi, ma che cammina per 28 chilometri tra Macerata e Loreto, prega, canta, ascolta, chiede aiuto alla Madonna, s’interroga sul destino e sull’esistenza.

Si tratta di un popolo che ogni anno, da trent'anni, parte da Macerata e va fino al Santuario di Loreto in pellegrinaggio.

In un libro appena arrivato nelle librerie “Un popolo nella notte” (San Paolo, 130 pagine, 11,00 Euro), Giorgio Paolucci racconta la storia di questo “popolo in cammino”.

Paolucci, caporedattore del quotidiano “Avvenire”, è uno dei pellegrini che partecipa ogni anno a questa ‘maratona dello spirito’.

Era una sera di giugno del 1978 quando l’insegnate di religione don Giancarlo Vecerrica, ora Vescovo di Fabriano-Matelica, guidò un gruppo di 300 giovani marchigiani in un pellegrinaggio che dallo stadio Helvia Recina di Macerata arrivò fino al santuario di Loreto.

A trent’anni di distanza la partecipazione al pellegrinaggio, proposto da Comunione e Liberazione insieme alle diocesi marchigiane e guidato come allora da Vecerrica, ha raggiunto nel 2007 le sessantacinquemila presenze, rendendolo così il cammino devozionale più numeroso tra quelli che si svolgono in Italia.

Il corteo dei pellegrini, che in alcuni punti raggiunge i tre chilometri di lunghezza, attraversa i paesi e le campagne con un vasto seguito popolare da parte degli abitanti dei centri attraversati, che durante la notte attendono il passaggio ai bordi delle strade e dalle finestre delle case.

Tra i partecipanti ci sono soprattutto giovani, ma anche intere famiglie, anziani, operai e professionisti, insegnanti, volontari, membri di associazioni e movimenti, provenienti da tutta l’Italia e dall’estero.

Nel 1993 insieme agli esponenti di primo piano della Chiesa cattolica partecipò anche il Pontefice Giovanni Paolo II.

Nella prefazione al libro il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, scrive: “Il libro documenta la rinascita religiosa in atto in Italia a livello popolare, una realtà spesso ignorata, snobbata o ridotta a fenomeno folcloristico dai grandi mezzi di informazione”.

Il porporato sostiene che la pietà popolare intesa correttamente come “memoria eloquente e paradigmatica” dell’esistenza cristiana, offre l’occasione di “trasmettere il messaggio evangelico, di approfondire la conoscenza della fede, di promuovere la vita religiosa”.

Nel libro di Paolucci, lo storico della Santa Casa di Loreto, Giuseppe Santarelli, ripercorre le origini della devozione popolare e le vicende che l’hanno accompagnata nei secoli.

Il libro ospita inoltre gli scritti e le testimonianze di alcuni personaggi che hanno partecipato al Pellegrinaggio: Giancarlo Cesana, don Oreste Benzi, Magdi Cristiano Allam, Giuliano Ferrara, Savino Pezzotta e Fausto Biloslavo.