Storia di una conversione

Franca Gambino racconta come "prima Gesù non compariva nel mio orizzonte. Poi è venuto a riempirlo interamente"

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ROMA, sabato, 28 luglio 2012 (ZENIT.org).- Il libro Confiteor edito da IF press raccoglie due testimonianze scritte da Franca Gambino in solitudine nell’arco di circa vent’anni e date alle stampe fra il 2006 e il 2011 con due titoli diversi: “Indagine incompleta”, la prima, e “Indagine ultimata”, la seconda.

Si tratta di un disarmante "confessare" iniziale che lentamente ma inesorabilmente confluisce in un finale "confidare". È il confidare luminoso presente nell'antica liturgia della Messa, quando dal popolo saliva la voce: "Confiteor Deo Omnipotenti".

Il volume si apre con l’aforisma “L’amore è dappertutto. E per di più non riesce a stare mai fermo da nessuna parte”.

Nel corso di una presentazione di questi due lavori tenuta nel Monastero carmelitano di Santa Croce a Bocca di Magra (SP), l’autrice ne ha delineato così il tracciato:

“Nel primo libro ho cercato di raccontare alcune vicende umane attraverso le quali ero passata facendomi mille domande e cercando di trovare una soluzione ai miei problemi . Senza però parlare esplicitamente di fede.

Nel secondo ho pensato che dovevo dire proprio tutta la verità sul mio percorso, e così ho completato il discorso precedente con una vera e propria ‘confessione’.

La mia avventura, che ho tentato di narrare in queste due “Indagini”, è stata semplicemente questa: prima Gesù non compariva nel mio orizzonte. Poi è venuto a riempirlo, e direi interamente. Non mi sono fatta monaca per questo, non sono diventata una”religiosa”. Ho continuato a fare la stessa vita di prima, però con una gioia, una speranza e un’energia che prima non conoscevo.

Su questa avventura ho deciso di scrivere quello che potevo, sperando che il mio cammino potesse servire a qualcun altro che fosse in ricerca come me”.