Studiare e riscoprire il Medioevo francescano

Intervista al Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani

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ROMA, martedì, 24 giugno 2008 (ZENIT.org).- La Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia  della LUMSA ha organizzato un Master di secondo livello in Medioevo francescano.

Si tratta di un progetto formativo aperto a quanti, professori, ricercatori e laureati, vogliono approfondire e far progredire la conoscenza della cultura medievale.

Ma quale rilevanza ha oggi la conoscenza del Medioevo? Che senso ha studiare gli antichi? E’ possibile conoscere le fonti e le ragioni che fecero uscire il mondo occidentale dalla decadenza e diedero vita poi al Rinascimento? Queste ed altre domande, ZENIT le ha rivolte a padre Pietro Messa Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum.

Quale attualità possono avere oggi gli studi sul Medioevo?

Messa: Studiare significa conoscere qualcosa che è altro da me, per questo potremmo dire che è l’avventura dell’alterità, dell’incontro con l’altro. Se non c’è questa disposizione si finisce, anche con fini nobili come quello di vederne l’attualità, per avere un approccio ideologico con ciò che si crede di conoscere, compreso il Medioevo.

Dal punto di vista culturale esiste una certa ideologia che indica il Medioevo come secolo buio, dominato da fondamentalismi e dall’ignoranza. Cosa può dirci a proposito?

Messa: Anche per ciò che è accaduto nel Medioevo c’è da distinguere ciò che è stato e ciò che è diventato. Come ogni altro periodo storico è una realtà complessa, con le sue ombre e luci. Poi nella narrazione della storia, anche da parte degli stessi protagonisti, c’è chi ha assolutizzato un aspetto presentandolo come un periodo idilliaco – ad esempio certi romantici – oppure quale sintesi di tutti i mali della storia. Ciò avviene anche per molti personaggi e vicende della storia: sono tutte delle semplificazioni, veri e propri slogan che fuggono la complessità, a volte anche contraddittoria tanto da sembrare persino assurda, della storia.

Nei libri scolastici e nell’opinione pubblica in generale è poco conosciuta l’età in cui sono state costruite le grandi cattedrali europee, si sono rinnovate e sviluppate in forma nuova la cultura e tutte le arti sacre e profane. Nel programma di specializzazione si approfondiranno alcuni di questi temi?

Messa: Come detto sopra scopo dei corsi proposti è quello di introdurre alla conoscenza del Medioevo, cogliendone la complessità. Successivamente è richiesta la specializzazione su un tema specifico non ancora studiato, senza però dimenticare che per molti nel Medioevo il cristianesimo era la possibilità di cogliere la realtà in modo unitario, non frammentato, proprio come indicavano le cattedrali poste in mezzo ai centri abitati.

In un mondo che sembra schiacciato dal materialismo e dall’utilitarismo, lo studio della storia sembra suscitare meno interesse.  Quali sono le ragioni e gli argomenti che utilizzerebbe per spiegare la rilevanza dello studio della storia, ed in particolare della storia medievale?

Messa: Innanzitutto studiare la storia è entrare in quell’avventura fondamentale di aprirsi all’incontro. Proprio come l’Innominato dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni che dopo una notte disperata decide di aprire la finestra della sua stanza e alla fine incontra il cardinale Federico Borromeo, e non solo lui.

Inoltre c’è un passo biblico che invita a osservare l’esito della vita di coloro che ci hanno preceduto. Non tutte le scelte sono state uguali e soprattutto non hanno prodotto gli stessi risultati; vedere come è “andata a finire” non è certo mera erudizione!

Quali sono le caratteristiche e le originalità del master in Medioevo francescano. Storia, teologia, filosofia?

Messa: Il master proposto dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani assieme alla Facoltà di Lettere e Filosofia della LUMSA dà molta importanza allo studio diretto delle fonti. Infatti le materie principali – quali ad esempio paleografia, codicologia, critica testuale, diplomatica, filologia, ecc. – permettono di lavorare sui documenti; e qui si scopre che spesso non solo le traduzioni travisano i testi originali, ma che a volte le edizioni solitamente utilizzate non sono affidabili. Tale studio preliminare – con un linguaggio medievale diremmo “della lettera” – dà la possibilità di cogliere il significato storico, teologico e filosofico di quanto viene narrato. Ciò permette di uscire da quel gioco di specchi per cui pensando di narrare la storia, compresa quella medievale, in realtà si sta soltanto mettendo in mostra se stessi.



 

Per maggiori informazioni: http://www.antonianum.eu/masterinmedioevofrancescano.pdf