Sudan: continuano gli attacchi contro i civili nel Sud Kordofan

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ROMA, venerdì, 2 settembre 2011 (ZENIT.org).- Nonostante il cessate il fuoco, non si fermano gli attacchi dei militari contro i civili nello Stato sudanese del Sud Kordofan, al centro di un'accesa disputa.

Alcune fonti hanno riferito all'associazione cattolica internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) che il Governo di Khartoum ha continuato le operazioni militari malgrado le dichiarazioni del Presidente Omar Al-Bashir per le quali un cessate il fuoco del 23 agosto aveva riportato la calma nella regione.

“Non c'è alcun cessate il fuoco in senso reale, perché Bashir ne parla, ma sul territorio accadono cose ben diverse”, hanno affermato. “Confidiamo nell'intervento delle Nazioni Unite”.

Il Governo porta quindi avanti gli attacchi nella zona che circonda i monti Nuba nel Sud
Kordofan, chiedendo che decine di migliaia di ribelli nella regione abbandonino le armi e ritrattino la richiesta di maggiore autonomia.

Il portavoce dei militari Alsoarmi Khaled ha rilasciato il 31 agosto una dichiarazione negando le affermazioni di Amnesty International e dello Human Rights Watch per cui gli attacchi aerei sarebbero continuati dopo il cessate il fuoco. Alcuni resoconti girati ad ACS da John Ashworth del Sudan Ecumenical Forum hanno tuttavia rivelato che i combattimenti nella regione continuano, includendo attacchi aerei.

“Non ci sono bombardamenti ma si combatte a Mendi”, hanno detto le fonti di ACS. “Sentiamo forti spari”.

Fino a questo momento le bombe hanno provocato almeno 26 morti, 46 feriti e 150.000 sfollati.

Mancanza di cibo

I combattimenti stanno anche portando a una carenza di cibo nella regione.

“Non ci sono alimenti nei mercati”, sottolineano le fonti dell'associazione caritativa fondata nel 1947 dal monaco premonstratense Werenfried van Straaten. “La gente condivide, ma il cibo non è sufficiente”.

La maggior parte delle persone sta cercando rifugio dal conflitto sulle montagne, ma le forti piogge hanno provocato problemi e malattie.

Il Governo di Khartoum ha accusato il Sud Sudan di fornire sostegno ai gruppi ribelli del Sud Kordofan e del Darfur, e ha presentato rimostranze ufficiali al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Rispondendo a questa dichiarazioni, il Ministro dell'Informazione del Sud Sudan, Barnaba Marial Benjamin, ha detto alla Reuters che “Khartoum sta cercando di di creare una cortina fumogena per celare le preoccupazioni del Consiglio di Sicurezza per i bombardamenti sui civili nel Sud Kordofan”.

“[Il Governo del Sudan] ha fallito nel portare la pace al Darfur, al Sud Kordofan e al Blue Nile. Cerca un capro espiatorio e incolpa il Sud”, ha aggiunto.

In base all'Accordo di Pace del 2005, nel 2011 doveva aver luogo nel Sud Kordofan un processo di consultazioni per determinare il futuro dello Stato.