Sui passi di Francesco, per riscoprire il perdono

Presentato il nuovo libro dello scrittore e regista Fabio Salvatore "Il tuo nome è Francesco", edito da Piemme

Roma, (Zenit.org) Laura Guadalupi | 391 hits

È stato pubblicato appena una settimana fa Il tuo nome è Francesco. A piedi nudi lungo la via del perdono (Piemme), il nuovo libro dello scrittore e regista Fabio Salvatore. È un viaggio nei luoghi di San Francesco d’Assisi dove l’autore compie un cammino dentro di sé che lo condurrà alla meta del perdono, a quell’amore che vince tutto. “Il dolore non genera dolore. Il dolore può e deve generare il bene”, ha affermato Salvatore alla presentazione del libro tenutasi martedì scorso presso la Libreria Arion di via Milano, a Roma.

“Non è stato facile scrivere questo libro – ha dichiarato - è amaro, è diverso dagli altri”, le pagine sono “molto combattute perché c’è il conflitto di Fabio tra peccato e peccatore, tra perdono e non perdono, ma soprattutto c’è quel cammino interiore che ciascuno di noi affronta nella propria vita, ognuno con la propria croce”. Quest’ultimo lavoro non parla del cancro, malattia che lo ha colpito anni fa e che ha sconfitto, bensì di un altro tipo di sofferenza, ovvero la perdita destabilizzante di un genitore.

“Mio padre - ha affermato Fabio Salvatore - è stato ucciso in un incidente stradale da un ragazzo alla guida in stato di ebbrezza”. A partire dal lutto, lo scrittore ha così intrapreso la via del perdono ma, ha tenuto a precisare, “se io, mia madre e mio fratello abbiamo perdonato non è perché siamo bravi e dovevamo fare chissà quale gesto eroico. In queste cose non ci sono gesti eroici, ci sono soltanto gesti che tu senti nel profondo del cuore”. Ha ricordato le parole che la madre gli ha scritto in una lettera: “Figlio mio, ricordati che comunque, nella vita, devi amare. Qualsiasi cosa succede, tu devi continuare ad amare perché tuo padre ti ha insegnato che l’amore è il motore di tutto”.

Ma è veramente possibile perdonare? Questa una delle domande di Beatrice Fazi, moderatrice dell’incontro, a cui l’autore risponde che “c’è bisogno di Colui che è tutto: Gesù”. Senza di Lui non si va da nessuna parte. Oltre alla perdita del padre è stato fondamentale, per la nascita del libro e la resurrezione personale dell’autore, l’incontro con la comunità Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante. “Sono convinto che questo libro può e deve servire come testimonianza che l’amore vince su ogni cosa. L’ho capito stando in comunità, che mi ha aiutato in questo cammino di rinascita”.

Testimonianza è l’altra parola chiave che spiega il perché del nuovo lavoro editoriale, che in apertura riporta, non a caso, uno stralcio del discorso di Papa Francesco ai giovani riuniti ad Assisi, lo scorso 4 ottobre, dove li esorta a portare il Vangelo con la testimonianza della propria vita. “È questo che mi spinge a raccontare la mia vita, a mettermi ogni giorno in discussione – ha detto l’autore - Non sono per niente perfetto, però mi metto in discussione perché non amo ripiegarmi su me stesso, non voglio che questa vita prenda il sopravvento su di me”. Definisce dunque il libro “un inno ad andare per la via della propria esistenza liberi da qualsiasi condizionamento”, per essere se stessi tanto nella gioia quanto nel dolore e lasciare sempre la porta aperta alla resurrezione fatta di nuovi incontri e nuove strade da percorrere.