Sul caso dei bambini ebrei battezzati, bisogna distinguere la ricerca storica dalla polemica

Intervista allo storico Giovanni Maria Vian

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ROMA, giovedì, 20 gennaio 2005 (ZENIT.org).- In merito alla vicenda dei bambini francesi ebrei, salvati dalla chiesa cattolica francese ed in alcuni casi battezzati, in un intervista concessa a ZENIT, lo storico del Cristianesimo Giovanni Maria Vian, ordinario di Filologia patristica all'Università di Roma “La Sapienza”, fa una distinzione fra quella che dovrebbe essere la ricerca storica e quella che è stata la polemica.



Che cosa pensa della polemica scaturita da un documento inedito della Nunziatura a Parigi, pubblicato dal “Corriere della Sera” del 28 dicembre scorso? Quale rilevanza storica ha il documento in questione, e quali sono le colpe attribuite alla Chiesa cattolica?

Vian: Bisogna distinguere: da una parte la polemica sulla documentazione venuta alla luce, dall’altra il dibattito ospitato dal primo quotidiano italiano, ora di nuovo diretto da Paolo Mieli, storico di eccellente formazione oltre che giornalista e intellettuale di grande prestigio.

La documentazione, inizialmente trovata da studiosi francesi, è stata anticipata, con troppe e sconcertanti inesattezze, da Alberto Melloni, e in seguito completata e meglio illuminata da Matteo Luigi Napolitano e Andrea Tornielli, anche se le ricerche e gli studi dovranno ovviamente proseguire.

Il dibattito si è invece allargato al problema storiografico dell’antisemitismo, della Shoah e del comportamento di Pio XII e dei cattolici. E se all’inizio si sono avuti accenti anche aspramente accusatori nei confronti di una Chiesa ritenuta insensibile, se non addirittura complice, di fronte allo sterminio degli ebrei, si è passati poi a una importante discussione a più voci – avviata in modo intelligente da Ernesto Galli della Loggia – sulla necessità di contestualizzare anche la Shoah e l’atteggiamento dei contemporanei, Pio XII e cattolici compresi, naturalmente. Che certamente di Hitler non furono complici.

Che cosa c'è di agghiacciante – come è stato scritto dal professor Melloni – nel comportamento assunto dalla Chiesa cattolica nei confronti dei bambini ebrei che sono stati battezzati?

Vian: Si può discutere sulla questione, ma è necessario respingere questo linguaggio che non è proprio del dibattito storiografico. E anche sui battesimi di bambini ebrei salvati da cattolici al tempo della Shoah lo storico ha il dovere di accertare rigorosamente i fatti.

Il fenomeno non è ancora molto studiato, ma sembra non molto esteso, e ristretto soprattutto alla Francia: in Italia, per esempio, è quasi assente. Va ricordato poi che questi battesimi erano del tutto contrari alle disposizioni della Chiesa e che il più delle volte i bimbi ebrei salvati – non battezzati o battezzati – sono tornati senza problemi nei loro ambienti familiari.

Si fa sempre un gran parlare dell'apertura dell'Archivio Segreto Vaticano e lei ha avuto modo di intervistarne il prefetto su “Avvenire” del 14 gennaio scorso. Che idea si è fatto?

Vian: L’idea che l’istituzione vaticana stia davvero facendo tutti gli sforzi possibili per venire incontro alle comprensibili esigenze degli studiosi e che in questo non si comporti diversamente dagli altri grandi archivi nazionali.

Anche se – come ha voluto sottolineare il suo prefetto – spesso le ripetute richieste di aprire i fondi recenti appaiono finalizzate a polemiche estranee alla ricerca storica e sono fatte per impressionare il grande pubblico, che non ha certo dimestichezza con il mondo degli archivi.

Il 15 gennaio sempre su “Avvenire” è stato pubblicato un articolo con le confessioni del generale delle SS Otto Wolff, sull’esistenza di un piano di Hitler per rapire Pio XII. Nell’articolo si parla anche dell’intenzione nazista di sostituire il Cristianesimo con una nuova religione universale. Che ne pensa?

Vian: Da questa ricostruzione, in parte già conosciuta, così come da numerose altre circostanze e ricostruzioni, risulta un fatto di cui ebbero perfetta coscienza molti vescovi e cattolici tedeschi, così come le gerarchie vaticane che furono testimoni dell’ascesa del Reich hitleriano: cioè che il nazionalsocialismo era radicalmente anticristiano e voleva eliminare, dopo l’ebraismo, anche il Cristianesimo. E moltissimi infatti furono gli oppositori cristiani del totalitarismo nazista. Anche se bisogna purtroppo aggiungere che tragicamente altri battezzati – soprattutto protestanti, ma pure cattolici – vi aderirono.