Sull’embrione umano i vescovi toscani lanciano “un invito alla ragione”

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FIRENZE, venerdì, 1° ottobre 2004 (ZENIT.org).- Con un comunicato pubblicato su “Toscana Oggi”, settimanale delle diocesi della regione (n.34, 26 settembre 2004), I vescovi hanno avvertito che è in atto “una crisi della ragione” che “non riconosce tutte le dimensioni della persona umana”.



In un comunicato dal titolo “Ingiustizie sociali e biotecnologie un invito alla ragione” i vescovi toscani hanno scritto che: “La diffusa mentalità e prassi individualistica, soggettivistica e materialistica, favorita dallo stretto rapporto tra interessi economici e mass media, nonché la crisi non solo della fede ma della stessa ragione, per cui non si riconosce la sua capacità di cogliere tutte le dimensioni e gli stadi di vita della persona umana, ci spingono a intervenire su problemi inerenti alle biotecnologie e alle normative legali in merito”.

In riferimento alla campagna referendaria circa la legge sulla procreazione assistita, i vescovi sostengono che “facciano le leggi, anche su queste materie, ci auguriamo con sapienza, coloro che ne hanno il compito istituzionale, e progrediscano - come vivamente auspichiamo - le conoscenze scientifiche, che sono un grande dono di Dio, e le loro applicazioni benefiche”.

“Ma si tenga conto che - sottolinea il comunicato- un embrione derivante da esseri umani è un essere umano ‘in embrione’ e dunque non una 'cosa' manipolabile e usabile a piacimento o anche per fini in sé legittimi e buoni”.

“Il fine non giustifica i mezzi. Questa verità - verità di ragione e non solo di fede - deve essere un faro acceso per ogni ricerca, per ogni sperimentazione, per ogni legislazione”, aggiungono.

Facendo appello poi a “resistere a una deriva tutto sommato antiumanistica del mondo d’oggi” anche “su queste frontiere così nuove, che certamente conoscono difficoltà e complessità, anzi proprio su di esse in modo speciale”.

Il comunicato dei vescovi conclude poi con un invito alla riflessione e all’attenzione verso “una propaganda spesso faziosa”.

“Lo facciamo sui problemi della bioetica, come su quelli della famiglia, quella vera, fondata sul matrimonio, la quale deve avere il ‘favore della legge’, essendo cardine fondamentale della convivenza umana. Il Vangelo contiene e sostiene un ‘umanesimo plenario’, come lo chiamava Paolo VI” dove “i temi della persona, della giustizia, della solidarietà, della libertà, della pace e quelli della vita e della famiglia non sono separabili gli uni dagli altri”.