"Sulla guarigione di Floribeth nessun margine di dubbio: è un miracolo!"

Il medico che ha svolto il ruolo di "avvocato del diavolo" durante il processo per il miracolo della donna costaricana, racconta la vicenda che ha dato il via libera alla canonizzazione di Wojtyla

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) H. Sergio Mora | 468 hits

Domenica 27 aprile Papa Giovanni Paolo II sarà elevato agli onori degli altari. Il miracolo che ha dato il via libera definitivo per comprovare la santità di papa Wojtyla è avvenuto in Costa Rica. La signora Floribeth Mora fu ricoverata d’urgenza in ospedale a causa di un aneurisma alla base del cervello. La situazione era grave e non poteva essere operata. Secondo i medici, per Floribeth stava già suonando la campana di morte, ma nonostante i fortissimi mal di testa e la vita che se ne stava andando, la donna pregò intensamente Giovanni Paolo II e volle assistere in TV alle immagini che riportavano la cerimonia di beatificazione. Nella notte qualcosa accadde. La mattina dopo la donna poteva camminare e parlare.La riportarono in ospedale. I medici non credevano ai loro occhi. Pensarono di aver sbagliato diagnosi, ma le analisi erano chiare. Sottoposero la donna ad una radiografia e scoprirono che il male era scomparso. Un evento impossibile da spiegare. Grazie all’intercessione di Giovanni Paolo II era avvenuto un miracolo. ZENIT ha intervistato oggi a Roma il dott. Mariano Carbajal Ramirez, il medico incaricato dai Vescovi del Costa Rica per scoprire la veridicità dell’evento.

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Perché è stato scelto lei come perito medico per verificare il miracolo della signora Florybeth? Che cosa è successo?

Dott. Carbajal Ramirez: Sono stato scelto perché ero il medico più anziano e più esperto in materia. Circa il caso di questa signora è incredibile constatare che l’aneurisma diagnosticato nell'ospedale Calderón Guardia è scomparso spontaneamente. 

Cosa dissero a Floribet quando la ricoverarono nell'ospedale Calderón Guardia?
Dott. Carbajal Ramirez:Dopo aver visto l’esito degli esami, i medici dell’ospedale consigliato ai parenti di riportare la signora a casa perché "non c’era più nulla da fare". Alla vista di quei dati altri medici degli Stati Uniti, del Messico e del Costa Rica avevano detto che la signora era “inoperabile” e che nella migliore delle ipotesi sarebbe caduta in uno stato vegetativo.

C'è qualche margine di dubbio sulla guarigione Floribet?

Dott. Carbajal Ramirez: Il margine di dubbio è zero, nella mia esperienzia mai ho visto una guarigione spontanea da un aneurisma, semmai molte morti per aneurisma. Certo, ci sono interventi chirurgici, anche se in questo caso il problema si trovava alla base del cervello ed era impossibile curarlo.

Nel mondo vi sono stati casi di guarigione spontanea da aneurismi?

Dott. Carbajal Ramirez: No, per questo stiamo qui. E per questo la Chiesa lo ha accettato.

Cosa le dissero a lei come perito e alla comissione di medici che seguì il processo?

Dott. Carbajal Ramirez: Il neurochirurgo Alejandro Vargas, del'ospedale Calderón Guardia, il giorno del colloquio con la Commissione del processo, dove io svolgevo il ruolo dell'"avvocato del diavolo", ci spiegò la fisiologia e la patogenesi della donna e ci mostrò le immagini e i dati degli esami quando la signora era arrivata in ospedale. Ha poi mostrato come era cambiata la situazione quando Florybeth tornò in ospedale guarita. Il neurochirurgo ha affermato che non esiste spiegazione scientifica per quanto accaduto.

Se non fosse stata curata, cosa sarebbe accaduto?

Dott. Carbajal Ramirez: Sarebbe morta … non si sa quando, ma sarebbe morta.

E quando dissero questo, Floribeth come reagì?

Dott. Carbajal Ramirez: Quando gli è stata comunicata la diagnosi, la signora Floribeth è scoppiata a piangere, ma aveva fiducia in Giovanni Paolo II. Ha raccontato poi che il 1° maggio, giorno della beatificazione di Karol Wojtyla, lei ha sentito la sua voce, ma chi avrebbe potuto credere a questo?

Quindi non c'è mai stata una spiegazione medica, o comunque un'ipotesi, un dubbio, che si trattasse di un miracolo? 

Dott. Carbajal Ramirez: No, assolutamente non c'è. Le immagini dell'artereografía indicano il percorso di tutte le arterie cerebrali, perché sia la Tac che la risonanza magnetica non mostrano queste traiettorie arteriali. Poi ha fatto un altro arteriogramma qui a Roma, all'ospedale Gemelli. E non c'era nessuna traccia di esso.