Sulle tracce del Buon Samaritano

Il presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, monsignor Zygmunt Zimowski, commenta il Messaggio di Benedetto XVI per la XXI Giornata Mondiale del Malato

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 911 hits

La XXI Giornata Mondiale del Malato andrà celebrata come “un momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa, nonché di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo che soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità”.

Con queste parole, monsignor Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha presentato ai giornalisti accreditati alla Sala Stampa della Santa Sede, il Messaggio di papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale.

La figura del Buon Samaritano, ispiratore del Messaggio del Pontefice – il tema della Giornata Mondiale è Va’ e fa’ anche tu lo stesso (Lc 10,37) – rimane “sempre attuale per tutto l’agire della Chiesa e, in modo particolare, per l’agire della Chiesa nel campo della salute, della malattia e della sofferenza”, ha commentato monsignor Zimowski.

Va’ e anche tu fa’ lo stesso” è un vero e proprio “mandato”, che indica “quale deve essere l’atteggiamento e il comportamento di ogni suo discepolo nei confronti degli altri, specialmente se bisognosi di cura”. Questa capacità, tuttavia, “non può venire solo dalle nostre forze, quanto piuttosto dal nostro essere in una costante e vissuta relazione con Cristo attraverso una vita di fede, pregata e vissuta”, ha sottolineato il presule.

L’Anno della Fede, sottolinea il Santo Padre nel Messaggio, è un’occasione propizia per riscoprire e vivere lo spirito e farsi “prossimo a imitazione del Buon Samaritano”. A tal proposito monsignor Zimowski ha ricordato che tutta la storia della Chiesa è costellata da numerosi “testimoni”, tra i quali il Papa, nel Messaggio, cita Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo; il Venerabile Luigi Novarese; Raoul Follereau; la Beata Teresa di Calcutta; Sant’Anna Schäffer di Mindelstetten.

Si tratta, ha commentato il presule, dei “cinque nomi dei buoni samaritani più vicini a noi nel tempo”, laddove Santa Teresina e Sant’Anna Schaffer si santificarono come malate, mentre gli altri tre lo fecero curando gli infermi.

Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il segretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, monsignor Jean Marie-Mupendawatu, che ha ricordato la natura e la finalità della Giornata Mondiale del Malato, menzionando alcuni dati storici.

La Giornata Mondiale fu istituita dal beato Giovanni Paolo II nel 1992, e fu celebrata per la prima volta nel Santuario della Madonna di Lourdes, l’11 febbraio dell’anno successivo. Quest’anno ricorre, dunque, il ventennale dell’iniziativa.

Essa, ha rammentato monsignor Mupendawatu, si compone sempre di un momento liturgico e di preghiera; un momento pastorale, consistente nelle visite ai malati e alle loro famiglie e agli incontri con le associazioni di volontariato e con le autorità; un momento di studio, con approfondimenti di carattere teologico-bioetico e con lo specifico coinvolgimento dei Vescovi responsabili e dei Delegati esecutivi della Pastorale della Salute del Continente ospite della Giornata.

Il segretario del dicastero vaticano della salute, ha poi sottolineato quanto i cinque continenti siano caratterizzati da “problemi specifici” in campo sanitario, ma anche “accomunati tra loro dalla disattenzione per la centralità del malato”.

Se infatti in Africa, Asia ed America Latina, “è ancora possibile morire per gravi e persistenti carenze sanitarie”, non altrettanto si può dire dell’Europa, dell’America del Nord e dell’Oceania, dove però “a fronte di una possibilità di cura ad alta tecnologia viene precluso un accesso equo e solidale alle cure sanitarie”.

La Giornata Mondiale del Malato si è svolta per 16 volte in sedi specifiche in tutti e cinque i continenti (Lourdes e la Città del Vaticano hanno ospitato due volte l’evento), mentre nel 2008, 2009, 2011 e 2012 è stata celebrata a livello locale e particolare.

La prossima edizione si terrà ad Altötting, in Germania, dal 7 all’11 febbraio prossimi e culminerà in un convegno scientifico internazionale presso l’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt, dal titolo Far del bene a chi soffre e nella solenne celebrazione eucaristica conclusiva nel celebre santuario mariano della località bavarese.