“Sviluppo Sostenibile” è porre l’uomo al centro, asssicura il Vaticano

Il secreto, creare una “autentica ecologia umana”

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NEW YORK, mercoledì, 6 ottobre 2004 (ZENIT.org).- “Non possiamo permetterci di dimenticare che lo sviluppo sostenibile è un tema importante e fondamentale delle decisioni delle Nazioni Unite”, ha affermato monsignor Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite.



Nel suo intervento alla 59ª sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, svoltasi il 5 ottobre scorso monsignor Migliore ha tenuto a chiarire che “lo sviluppo sostenibile deve essere sempre considerato nel contesto di un’autentica ecologia umana”.

Prendendo la parola sul tema “Lo Sviluppo Sostenibile”, il Nunzio Apostolico ha ricordato che, “se il WSSD (World Summit on Sustainable Development) è il punto di partenza per la ridefinizione di una cooperazione internazionale che coinvolge tutti noi”, bisognerebbe ricordare anche che “gli esseri umani sono il centro delle preoccupazioni per lo sviluppo sostenibile”, perché hanno diritto ad una vita “sana e produttiva in armonia con la natura”.

Riprendendo quanto affermato dal Segretario Generale nel suo “Report on the Work of the Organization”, monsignor Migliore ha poi sottolineato l’esistenza di molte connessioni tra i vari aspetti dello sviluppo sostenibile, affermando che è “evidente” che ci sia una complessa “rete di interconnessioni” in tutto ciò che riguarda questo tipo di sviluppo.

Questa “complessità di interconnessioni e di sinergie” ha bisogno di essere “regolarmente riesaminata”, ha proseguito il prelato, e la Santa Sede “dà il suo sostegno a questo processo”.

Allo stesso modo, la Santa Sede “è lieta di fornire il proprio supporto” alla Conferenza Mondiale sulla Riduzione dei Disastri che avrà luogo nel gennaio prossimo a Kobe allo scopo di “promuovere l’integrazione delle attività per la riduzione dei disastri in programmi diretti a combattere la povertà, a proteggere l’ambiente e a sostenere lo sviluppo sostenibile”.

Per procedere in maniera più spedita verso questo tipo di sviluppo è necessaria, secondo monsignor Migliore, una più ampia partecipazione da parte di tutti. “Attraverso il coinvolgimento attivo saranno rispettati i principi essenziali della solidarietà e della sussidiarietà”, attraverso i quali si comprenderà che “devono essere sempre presi in considerazione i bisogni di tutti, non solo di alcuni”.

In questo contesto, è importante “garantire un’appropriata responsabilità da parte di chi dirige i programmi ed i progetti sullo sviluppo sostenibile, di modo che le decisioni riflettano le preoccupazioni della gente che i programmi vogliono aiutare”, ha proseguito.

Per questo motivo, secondo l’Osservatore vaticano sarebbe molto utile che le persone che vivono ai margini della società “fossero davvero considerate come protagoniste del proprio sviluppo”. Le persone, infatti, non sono “strumenti”, ma “partecipanti fondamentali alla determinazione del loro futuro”.

Il prelato ha insistito molto su questo aspetto, affermando che le popolazioni, “nelle loro specifiche condizioni economiche e politiche”, dovrebbero essere lasciate libere di “esercitare la creatività che caratterizza la persona umana e dalla quale dipende la ricchezza delle Nazioni”.

“Lo sviluppo sostenibile – ha spiegato – dovrebbe tendere dunque all’inclusione, che verrà ottenuta solo attraverso una cooperazione internazionale, una partecipazione ed una partnership eque”.

Spesso, ha rimarcato, accade invece che chi vive ai margini della società non abbia voce in capitolo al tavolo dei negoziati. Secondo il prelato, solo un legame di solidarietà può garantire una vero cambiamento a questo proposito.

“La prosperità ed il progresso globali su questioni di sviluppo sostenibile dipendono dall’unificazione degli interessi di tutti”, ha proseguito, ed ha aggiunto che la Santa Sede “approfitta di questa opportunità per fare un appello affinché si realizzi una strategia integrata che rafforzi il tipo di solidarietà in base alla quale tutti, e non solo alcuni, possono esercitare un’amministrazione congiunta”.

Parlando poi del programma “Water for Life”, monsignor Migliore ha affermato che non solo l’acqua è un elemento fondamentale della vita e dello sviluppo, ma che “ognuno ha il diritto a che sia pulita, sicura ed adeguata a migliorare la vita”.

“La Santa Sede – ha concluso – crede che l’accesso all’acqua sia un bene umano fondamentale ed uno strumento essenziale per realizzare uno sviluppo che sia davvero centrato sull’uomo e sostenibile”.