TED arriva in Vaticano

Un incontro mondiale sul tema della libertà religiosa

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 1285 hits

L’hanno chiamato “l’Oscar delle Idee”, “l’Hollywood della genialità”, un mix tra scienza  comunicazione e intrattenimento, è TED (Technology Entertainment Design) "ideas worth spreading" ("idee che vale la pena di divulgare")

E’ iniziato con una conferenza annuale per persone che avevano idee da comunicare ed ora è uno dei siti più visitati al mondo (http://www.ted.com). La novità che nel 2013, per la prima volta TED è arrivato in Vaticano.

Il 19 aprile in via della Conciliazione il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente  del Pontificio Consiglio della Cultura aprirà “TEDxviadellaconciliazione”, (www.TEDxviadellaconciliazione.com) un incontro mondiale per parlare di libertà religiosa oggi.

Per saperne di più ZENIT ha intervistato la curatrice dell’incontro, Giovanna Abbiati.

Che cosa è TED?

TED è una conferenza annuale in cui le persone tra le più brillanti della terra si riuniscono per condividere idee che vale la pena di diffondere. I loro interventi sono liberamente pubblicati sul sito web per essere condiviso da milioni di persone in tutto il mondo.

Che c’entra TED con la Chiesa cattolica?

Essere cattolico significa avere uno spirito universale. La missione della Chiesa è sempre stata quella di testimoniare l'incontro spirituale del divino con l'essere umano.

Le risorse che usciranno da questo incontro devono essere diffuse! Ma come? Pubblicandole in tutte le lingue che conosciamo, in modo che ognuno possa sapere e capire. Uno dei nuovi linguaggi che abbiamo in comune nel mondo contemporaneo è il linguaggio digitale. Attraverso il linguaggio digitale TED diffonde le idee, e noi auspichiamo di utilizzare questo potere connettivo e diffondere anche le risorse spirituali.

Perché avte scelto il tema della libertà religiosa?

Questo tema è importante se si vuole parlare di pace. Nella società secolarizzata spesso i segni religiosi sono vietati nei luoghi di lavoro, i simboli religiosi vengono nascosti. In altri paesi la restrizione di carattere religioso è molto alta. Il Pew Research Center ha riferito che più di 2,2 miliardi di persone - quasi un terzo della popolazione mondiale - vivono in 23 paesi, dove le restrizioni governative o crescenti ostilità sociali riguardano la pratica religiosa. Perché abbiamo paura della religione? Dobbiamo aver paura solo del fondamentalismo.

Il fondamentalismo è una perversione della religione. La violenza non è religione, esercitare la violenza in nome di un credo religioso non è religione.

Che cosa si vuole ottenere con l’incontro “Ted x via della Conciliazione”?

Vogliamo ribadire che la libertà religiosa è un diritto umano fondamentale. Prima di tutto è un’aspirazione dell’anima. La libertà religiosa consiste nel garantire la protezione di tutti gli uomini e delle donne da ogni tentativo di coercizione della propria coscienza.

Attraverso la religione ogni uomo e ogni donna scopre l’identità dell’essere umano. Tramite la religione l’umanità scopre il senso ed il valore della vita. La pratica religiosa ispira e spinge gli uomini a costruire un  mondo di giustizia e di pace. Tutte le religioni esprimono un senso di responsabilità per l’umanità e per il mondo.

In che modo?

Vuoi trasformare la società? Respingi l’emarginazione! Iniziando dalla tua comunità. La tua comunità può essere il tuo vicino di casa o tuo fratello. Prendersi cura dei più deboli, degli anziani, delle vedove, degli stranieri significa provare a costruire una rete sociale, favorendo la fraternità.

Facendo leva su tutta la forza che la fede può dare bisogna provare a trasformare, l’odio in amore, praticare l’amore anche nei conflitti, favorendo il perdono. Amore inteso come  passione di Dio, che si rivolge anche ai carcerati ed alle persone morenti.

Si tratta di affrontare una difficile sfida, la cosa importante è che non si svolga solo a tavolino o che tocchi solo i gruppi dirigenti. Bisogna iniziare dai giovani.

Chi sono gli ospiti e perchè li avete invitati?

Abbiamo cercato relatori in grado di promuovere dialogo e unità in ogni campo, partendo dalla cultura. Abbiamo cercato talenti e visionari in grado di mostrarci l’esistenza di un substrato, di ideali e di frangenti comuni, sia nella religione che nella cultura.

Persone come Soumaya Slim con il Museo Soumaya o Sheika Hussah al Salem con il Darmuseum. La prima in Messico, la seconda in Kuwait, entrambe impegnate a promuovere la bellezza attraverso l’arte. Due mondi e radici diverse con un obiettivo comune. 

Inoltre abbiamo cercato persone che cambiano il mondo con la loro fede, come Alicia Vacas che svolge un grande lavoro in Terra  Santa e Leone Narvaez che sta convertendo alla pace le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie) in Colombia.     

Perché avete scelto il formato di TED?

Nell'era della condivisione TED è stato in grado di diffondere le idee in una maniera molto positiva.  Se guardiamo la TV, ascoltiamo la radio e navighiamo in rete, ciò che ci viene comunicato è spesso una visione negativa del mondo. TED è una piattaforma che parla invece per condividere e diffondere l'ottimismo. Non vogliamo dire che il male non esiste, ma parlare solo delle tenebre significa dimenticare l’esistenza della luce. Un approccio così negativo taglia le ali all’essere umano. Siamo fatti di carne, ma il nostro spirito è fatto per volare alto e oltre!

Qual è il vostro sogno?

Dobbiamo imparare a convivere e amare. Amore, non è solo una idea, è ciò che connette noi con il tutto.