Teresa di Lisieux, una donna del suo tempo

Nuovo saggio della carmelitana scalza Cristiana Dobner

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di Miriam Díez i Bosch



CITTA' DEL VATICANO, martedì, 8 aprile 2008 (ZENIT.org).- Teresa di Lisieux (1873-1897), santa Teresa di Gesù Bambino, fu una donna del suo tempo, un tempo caratterizzato dalle forze dell'ateismo.

Lo spiega a ZENIT suor Cristiana Dobner, autrice di un libro intitolato “Eco creante” e dedicato a questa santa francese patrona delle missioni.

Per la religiosa a criticare il fatto che Teresa fosse stata dichiarata dottore della Chiesa “sono coloro che, incapaci di superare la barriera del linguaggio dell’epoca e l’immaginario di Teresa, non sanno toccare il fondo roccioso di quella che ella stessa chiamò la scienza dell’Amore”.

Cristiana Dobner, nata a Trieste, laureata in Lettere e Filosofia e alla Scuola di Lingue Moderne per traduttori ed interpreti di conferenze, con studi teologici e biblici, dopo la specializzazione all'estero, è entrata tra le Carmelitane Scalze.

Traduce dal tedesco, inglese, francese, spagnolo, ebraico, russo. Collabora con numerose riviste, testate e l'agenzia SIR. È autrice di numerosi volumi di spiritualità. Vive nel monastero di Santa Maria del Monte Carmelo a Concenedo di Barzio (Lecco).

In che modo Teresa di Lisieux era in sintonia con il suo tempo?

Dobner: In primo luogo perché Teresa è una donna vissuta nel suo tempo, concretamente incarnata nella società francese. Quindi respirava il suo ambiente e la sua cultura.

Troppo spesso si pensano i santi e, a maggior ragione (sragione dico io!!), i contemplativi e le contemplative fuori dal loro tempo solo perché hanno optato, seguendo lo Spirito, per una vita che, più che segnalarsi per il distacco dal mondo, vuole essere autentico segno di una realtà invisibile, impercettibile, ma non per questo meno reale: Dio esiste.

È impossibile non appartenere al proprio tempo, dipende però da tanti fattori: chi vive a stretto contatto con dinamiche sociali, politiche; chi è immerso nella cultura; chi nell’aiuto ai bisognosi.

Teresa non conosceva concretamente, per l’educazione ricevuta, simili possibilità ma viveva immersa nella relazione con Dio. Quindi in Colui che si è incarnato e che è esattamente contemporaneo con ogni persona in ogni tempo. Teresa riconobbe questa come la sua chiamata e vi rispose con tutta se stessa: una giovane donna sul finire del XIX secolo.

Come mai ci sono tanti detrattori della piccola Teresa, che non la considerano “all'altezza” di essere dottore della Chiesa?

Dobner: Sono coloro che, incapaci di superare la barriera del linguaggio dell’epoca e l’immaginario di Teresa, non sanno toccare il fondo roccioso di quella che ella stessa chiamò la scienza dell’Amore.

Un’autentica rivoluzione teologica che faceva passare i cristiani dalla concezione del Dio pronto a scagliare fulmini sul mondo al Padre che accoglie sulle ginocchia il figlio o la figlia che accorrono a Lui.

Si può non essere in sintonia con la dottrina teresiana ma bisogna riconoscerle il suo valore.

In che misura l'ateismo colpisce questa giovane donna divenuta poi carmelitana?

Dobner: La prova nella sua radice esistenziale profonda, tutto in lei ruotava su di un’asse precisa, venutale in dono dall’educazione e dalla testimonianza dei genitori e delle sorelle: Dio presente nella sua vita e nella vita del mondo.

Teresa lo sperimentava sempre e tesseva il suo vissuto insieme con Lui: in ogni circostanza e in ogni momento. Fu colpita quindi alla radice: non “sentiva” più, non gustava più. Così la sua fede si fece trasparente e gratuita, investita dal sentire dell’epoca. Una fede voluta e donata.

Scorre nel suo testo tutta una galleria di personaggi, Freud, Nietzsche, Baudelaire, Dostowevskij... che cosa hanno in comune con Teresa?

Dobner: Nulla direi. Nel senso che Teresa ignorava la loro esistenza. Il passo di raccordo nella giovane carmelitana non è culturale ma per sollecitazione di Spirito.

Teresa desiderando operare nella storia, nel suo tipico linguaggio “sfogliare la rosa della propria vita”, per donare rose a tutti e avvicinarli a Dio, si trovò nella situazione di vivere il dramma del suo tempo.

I personaggi che sfilano sono tutti attanagliati dalla stessa morsa, quella che tenta di spezzare Teresa che invece riesce, superando il suo stesso sentire e abbandonandosi all’Amore, a trasfigurarsi in dono per tutti.