"Thor: The Dark World"

Nel secondo film della serie ispirata alla mitologia nordica, Thor concede al fratello traditore la possibilità di riscattarsi

Roma, (Zenit.org) Franco Olearo | 244 hits

Il dio del tuono Thor sembra ormai aver poco da fare, ora che i nove mondi sono stati tutti pacificati e il cattivo fratello Loki è stato imprigionato. E’ tempo quindi di tornare a pensare all’umana Jane Foster, che non vede da due anni, anche se suo padre Odino cerca di convincerlo a prender moglie più banalmente con una ragazza del loro reame (magari la bella guerriera Sif). E’ proprio Jane a scombinare i piani di tutti: studiando delle anomalie comparse a Londra viene risucchiata da un portale e contaminata dall'Aether, una forza da millenni nascosta al malvagio Malekith e alla sua razza che, proprio per la congiunzione ormai prossima (accade solo ogni cinquemila anni) fra i nove pianeti e la terra si risveglia. Asgard e tutto l’universo è ormai in pericolo e Thor ha bisogno perfino dell’aiuto del suo odiato fratello…

Ciò che conta, per questi film sulle gesta dei supereroi della Marvel, è non pretendere più di quanto non possano e non vogliano dare,

Questo secondo film della serie, ispirata alla mitologia nordica, conferma i punti forti del primo capitolo: una scenografia e dei costumi fantasiosi  degni dei migliori videogames e tanti combattimenti con le mani, con le armi e con la magia contro i cattivi assoluti da parte dei buoni assoluti.

Più accentuata che nella prima puntata è l’autoironia molto britannica e veramente salutare per queste storie che rischierebbero di diventare epiche e solenni. Thor che arriva sulla terra e, ospite in casa altrui, appende il suo martellone all’attaccapanni o quando prende tranquillamente la metropolitana, lui che è abituato a muoversi nello spazio stellare, è degno di essere ricordato.

Manca all’appello  più intelligenza nei combattimenti misti, muscoli e magia: manca il tallone d’Achille, manca la cryptonite che rende fragili anche i più dotati. Un Thor che lancia il suo martellone e fracassa tutto ciò che c’è da distruggere, diventa scontato e i combattimenti finiscono per perdere il loro interesse.

Se Thor (Chris Nemsworth) è il Topolino sempre troppo bravo ed onesto, il cattivo fratello Loki (Tom Middleston), dalla personalità più tormentata, corrisponde all’irrequieto Paperino della situazione e inevitabilmente diventa il personaggio più interessante e seguito. Il riavvicinamento fra i due fratelli, pur continuando a permanere il sospetto dell’uno verso l’altro,  costituisce il sub-plot più interessante della storia.

In caduta libera al contrario la figura di Jane Foster, interpretata da Natalie Portman: nella maggior parte delle sue apparizioni tutto il suo impegno consiste nel mostrarsi spaventata, bisognosa della protezione amorosa di Thor ma  più spesso risulta svenuta, addormentata o in trance per via di un perverso maleficio. Per questo motivo preferiamo il primo episodio della saga, sicuramente meno spettacolare, ma almeno potevamo partecipare allo sbocciare di un insolito amore fra una donna mortale e una semidio. Odino, interpretato da Antony Hopkins fa onore alla sua parte di padre e di re che deve arrendersi a un’inesorabile gap generazionale: il figlio Thor ha in serbo soluzioni più innovative per sconfiggere gli eterrni avversari. Su tutti, preferiamo il fascino misterioso di Heimdall, il guardiano della porta dell’ universo, sempre vigile e indomito in difesa di Asgard.

Bisogna stare allerta: lo scontro finale con tutti gli eroi della Marvel è atteso prossimamente… 

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Titolo Originale: Thor: The Dark World
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Alan Taylor
Sceneggiatura: Christopher Yost, Christopher Markus, Stephen McFeely
Produzione: MARVEL STUDIOS
Durata: 113
Interpreti: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Idris Elba, Christopher Eccleston 

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