"Toccare il divino. Lo strano caso del pellegrinaggio antoniano"

Il libro sarà presentato a Padova, venerdì 19 ottobre, nella Sala Placido Cortese del «Messaggero di sant'Antonio»

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PADOVA, mercoledì, 17 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Toccare il divino. Lo strano caso del pellegrinaggio antoniano: questo il titolo del libro uscito in questi giorni, a cura di Alessandro Castegnaro, Presidente dell’Osservatorio Socio-Religioso Triveneto e Ugo Sartorio, direttore del «Messaggero di sant’Antonio».

Il volume, particolarmente atteso per il tema affrontato e per i dati pubblicati frutto di un’indagine svolta tra i pellegrini alla Basilica di sant’Antonio nel corso dell’Ostensione del corpo del Santo (15-20 febbraio 2010), sarà presentato a Padova, durante la conferenza stampa in programma venerdì 19 ottobre, alle ore 12.15, nella Sala Placido Cortese del «Messaggero di sant’Antonio» (via Orto Botanico, 11).

Il libro offre al lettore una serie di contributi specifici di sociologi, giornalisti, filosofi e teologi. Tra questi: Italo De Sandre (Un cristiano in viaggio con poca chiesa addosso), Luigi Berzano (La generatività spirituale e culturale della Basilica del Santo), Marco Marzano (Religiosità spirituale e pensiero magico), Giuseppe Giordan (Le spiritualità della vita quotidiana). E ancora: Sant’Antonio in prima pagina. L’Ostensione come evento mediatico (Sabina Fadel); Fede in cammino (Aldo Maria Valli), Pellegrini di ieri e di oggi (Adriano Fabris).

Nel volume si parla anche di Religione ed esistenza. L’interpretazione teologica della secolarizzazione (Carmelo Dotolo); Un tuffo nella trascendenza. L’intramontabile religiosità popolare (Ugo Sartorio); Il sapore del Vangelo. Giovani ed evangelizzazione (Armando Matteo).

Grande spazio occupano, infine, i risultati integrali della ricerca «Pellegrini di sant’Antonio» effettuata in occasione dell’Ostensione del Corpo del Santo, curata da Alessandro Castegnaro, Presidente dell’Osservatorio Socio-Religioso Triveneto.

«La parabola secolarizzante del mondo occidentale – scrivono i curatori del libro – non sembra aver scalfito di molto la religiosità popolare così come si esprime nel pellegrinaggio antoniano, soprattutto nel suo coinvolgimento corporeo che attiva e amplifica i sensi, nella sua volontà di attingere di prima mano a un’esperienza del divino (da qui il titolo del volume: Toccare il Divino), nel suo desiderio di partecipazione e di protagonismo. Essa, molto probabilmente, ne ha ridefinito i protagonisti, allargandone la base sociale; ha agito nel senso di qualificarla come espressione più di determinante sensibilità religiosa che di una specifica composizione sociologica e culturale; l’ha indotta a porsi in sintonia con domande e sfide che, se da un lato sono quelle di sempre, dall’altro sono espressione dei disagi e delle istanze spirituali tipiche del mondo attuale».

«Il pellegrinaggio antoniano – sottolineano ancora gli autori – analizzato nell’indagine e nelle riflessioni che gli fanno corona evidenzia come la religiosità popolare non è traccia residuale di un passato che si sta spegnendo, bensì segno di percorsi antichi ma capaci di rigenerarsi entrando in relazione con le domande dell’uomo contemporaneo, e in grado di indicare una via lungo cui abbeverarsi alla sorgente, lì dove il divino rifulge, seduce e rimette in movimento la vita».