Tra Michelangelo e Darwin emerge la questione antropologica

Presentato alla Lateranense l'ultimo volume di Rosa Alberoni

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ROMA, venerdì, 30 novembre 2007 (ZENIT.org).- La “questione antropologica” è decisiva per distinguere l’umano dall’animale. E' quanto è emerso nel corso della presentazione del libro di Rosa Alberoni “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin” (Rizzoli), svoltasi giovedì 29 novembre alla Pontificia Università Lateranense (PUL) di Roma.

Monsignor Rino Fisichella, Rettore della PUL, ha introdotto i lavori, congratulandosi con l’autrice per aver ben illustrato il capolavoro della Cappella Sistina.

Il presule ha quindi ricordato l’immagine di Dio e Adamo e delle due dita che non si toccano.

“Si tratta della grandezza del padre verso l’uomo”, ha affermato monsignor Fisichella. “La gloria e l’intelligenza di Michelangelo non avrebbero potuto descrivere meglio lo Spirito Santo”, ha precisato aggiungendo che “nel dipinto non c’è la colomba ma c’è la presenza dello Spirito”.

Per spiegare la dimensione dell’umanità rispetto al Creatore, il Rettore della PUL ha raccontato del commento di Sant’Ambrogio sulla creazione.

Nella bibbia – afferma Sant’Ambrogio – c’è scritto che Dio dà la luce, la terra, l’acqua ma non è detto che si riposò. Poi creò l’uomo e allora si riposò perché così poteva contemplare la presenza della sua creazione.

Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace nonché autore della prefazione al libro, ha sostenuto che il volume “porta il lettore a liberarsi di tanti e ingombranti pregiudizi che finora gli hanno impedito di vedere se la verità circa il posto dell’uomo nell’universo sta dalla parte di Michelangelo o dalla parte di Darwin”.

“Tutti abbiamo ammirato la creazione di Adamo ed Eva nella Cappella Sistina – ha affermato il porporato –, non solo per la genialità dell’artista, ma soprattutto perché danno un senso, il senso cristiano, circa il posto dell’uomo nell’universo”.

Secondo il Cardinal Martino, “il Dio di Michelangelo è il Dio che cerca l’universo secondo verità e amore e vi colloca l’uomo in una posizione preminente. Unica creatura ad essere stata amata per se stessa”.

“Mentre – ha continuato il porporato – la barba di Darwin che rappresenta l’ideologia darwinista e neodarwinistica, pone il mondo a caso e considera l’uomo solo un anello della filiera evolutiva, senza alcun salto qualitativo tra di esso e gli animali inferiori”.

“Rosa Alberoni ci dice che il Dio di Michelangelo spiega meglio della barba di Darwin la vera realtà dell’uomo e dell’universo”, ha concluso il Cardinale Martino.

Mauro Mazza, Direttore del TG2, ha rilevato che “nonostante si dica che il darwinismo e più in generale l’evoluzionismo goda di diffusa accoglienza, è un fatto che in tutti i continenti ci sono scienziati di varie discipline che lo contestano”.

“Ciò è una conferma – ha aggiunto – che siamo di fronte ad una teoria che travalica i confini della scienza e diviene essa stessa ideologia”.

Il filosofo Rocco Buttiglione ha invece sottolineato la differenza tra la materia e l’umano, spiegando come i colori sono fatti di elementi naturali raccolti dalla terra, ma solo l’umano, in questo caso Michelangelo ha fatto di quei colori una creazione che si eleva a Dio, come la Cappella Sistina.

Buttiglione ha denunciato come l’ideologia darwinista abbia generato quelle deformazioni che hanno portato alle teorie razziali diffuse e praticate dal Nazionalsocialismo di Hitler.

Il giornalista Antonio Gaspari ha ribadito che nel libro “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin” Rosa Alberoni mostra “quanto pericolosa sia un ideologia come quella darwiniana che elimina il Creatore e riduce l’umano”.

Per Gaspari, nella critica a Darwin, Rosa Alberoni colpisce il segno e va dritta al punto, e cioè alla “questione antropologica”.

Secondo l’autrice, l’ideologia che lei definisce “darwinolatria” minaccia profondamente la vera, giusta e bella concezione di Dio e dell’uomo, cristianemente intesa.

Gaspari ha poi sottolineato come nella prima parte del libro Rosa Alberoni spieghi lo stretto legame tra la cultura del bello e Dio.

“Attraverso la bellezza dei dipinti della cappella Sistina si arriva più facilmente a comprendere l’amore e l’umanità con cui Dio ci ha creato e cerca di illuminarci ogni giorno con la verità e la bontà”, ha continuato Gaspari.

Per questo il libro della Alberoni ribadisce in maniera chiara che “la bellezza salverà il mondo e che nessuna ideologia ateistica potrà mai cancellare la rivoluzione cristiana”, ha concluso.