Tra patologia psichiatrica e satanismo culturale (parte II)

Intervista al Presidente dell'Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici

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di Mirko Testa


ROMA, martedì, 10 febbraio 2009 (ZENIT.org).- La rinuncia al ruolo, il narcisismo e la disperata ricerca della felicità sono gli ingredienti alla base della crisi nelle relazioni interpersonali e della fragilità psichica degli individui, visibili al giorno d'oggi.

Continuando nella sua analisi, Cantelmi svela quegli scenari di depressione, disagio e angoscia che spesso spalancano le porte al satanismo come risposta facile e immediata alla ricerca di senso.

La prima parte dell'intervista è stata pubblicata il 9 febbraio.

L’altro grande campo che in genere si mescola con il delirio è il disturbo delle percezioni...

Cantelmi: Sì, e queste percezioni possono essere di vario tipo: abbiamo le illusioni, le allucinazioni, le paraedolie e le pseudo-allucinazioni. Le illusioni, che sono degli errori compatibili con lo stato emotivo del soggetto, appartengono all'umanità del nostro essere, non danno luogo a patologie. Sono le allucinazioni che danno luogo a patologie. Nelle paraedolie vedo una macchia sul muro e mi sembra un animale, sono pseudo-allucinazioni. Molti non riferiscono di sentire delle voci, lo capisci perché mentre gli parli sembra che stiano ascoltando qualcos’altro. Magari la voce gli sta dicendo: “ti puoi fidare” oppure “non ti fidare”.

Qui siamo in presenza di una falsa percezione sensoriale non associata a stimoli esterni. Può anche esserci una interpretazione delirante dell’esperienza allucinatoria. Alcune allucinazioni che accompagnano l’addormentamento si chiamano ipnagogiche e si trovano anche in quadri normali. Possiamo avere forme di allucinazione quando ci addormentiamo o quando ci svegliamo, ma non sono patologiche. Le allucinazioni possono anche essere di comando: le più frequenti sono quelle uditive; quelle visive sono soprattutto negli stati di eccitazione maniacale in cui il soggetto vede e interagisce con delle divinità; quelle olfattive, le più frequenti, sono legate ad allucinazioni relative all’odore zolfo quelle tattili sono molto interessanti e molto diffuse c’è la sensazione che qualcuno o qualcosa, qualche insetto, qualche realtà o qualche entità abbia a che fare con me. Specialmente se c’è una struttura isterica di personalità la cosa più frequente è la percezione di rapporti sessuali.

La schizofrenia è una patologia immensa. E' il grande enigma della psichiatria. Sulla schizofrenia abbiamo tantissime conoscenze ma non abbiamo né conoscenze risolutive né interventi farmacologici o terapeutici risolutivi. Esiste un alto numero di pazienti schizofrenici con le forme più strane, più bizzarre, più clamorose, più nascoste. L’antica isteria è stata scomposta dall’attuale nosografia in più gruppi sintomatici:i disturbi somatoformi, il disturbo istrionico di personalità, e la fuga psicogena.

Attualmente, assistiamo a una trasformazione dei disturbi dell’ansia in disturbi somatoformi, cioè in sintomi fisici di ogni tipo che non rientrano in patologie mediche ma che hanno un’origine psicologica. Un esempio è la cecità isterica, quando un soggetto che non vede più (e riacquista la vista la notte di Pasqua) come capitò ad una mia paziente isterica. E' un caso specifico che ho seguito io personalmente. Poi un’altra parte di isteria lo abbiamo chiamato disturbo istrionico di personalità, che riguarda persone particolarmente suggestionabili, bisognose di attenzioni e molto dipendenti. Altri disturbi isterici li abbiamo convertiti in disturbi come la fuga psicogena: il soggetto improvvisamente scappa di casa e non ricorda più nulla, ha un’amnesia di quello che ha fatto; oppure il soggetto dimentica tutto quello che gli è successo senza un evento traumatico.

Poi abbiamo i disturbi della personalità. Gran parte di essi contaminano molte delle persone che vengono a chiedere aiuto. Tutte le forme dissociative, i disturbi del controllo degli impulsi. La nostra società che è estremamente efficiente, iper-controllata, assiste all’incremento del disturbo del controllo degli impulsi. Il soggetto perde il controllo di se stesso, improvvisamente, in contesti impropri. Diventa aggressivo e sfascia tutto o non riesce a reggere la tensione e urla. In genere riguarda l’area dell’aggressività, le forme di trans-dissociativa. Si tratta di soggetti che vanno incontro a forme di sospensione della coscienza su base dissociativa. Lo abbiamo per esempio in chi utilizza molto il computer.

Un quadro su cui spesso i genitori richiedono lumi è un quadro di un bambino incontenibile che non sta mai fermo, disattento, che non controlla gli impulsi, questo è il quadro della ADHD, disturbo da deficit dell’attenzione e da iperattività, un quadro di un bambino vivace che sembrerebbe esser preda di uno spirito che gli fa fare mille cose. I genitori non riescono a contenerlo, a gestirlo. Il bambino in realtà ha un deficit dell'attenzione, è talmente veloce che non riesce a tenere l’attenzione per un secondo su quello che sto dicendo. Se entra in un supermercato mette a soqquadro il supermercato intero perché è stato attratto da tutto con una velocità straordinaria.

Alcuni con l’ADHD - che non si associa a ritardo mentale - sono diventati dei veri e propri geni: Mozart ad esempio ne soffriva. La società attuale assiste a un incremento del numero di bambini iperattivi, incontrollabili come se fossero animati da una molla che improvvisamente scatta. Inoltre, mentre prima eravamo impressionati dall’abuso che un adulto fa a un bambino oggi siamo impressionati dagli abusi che i bambini compiono su altri bambini, un fenomeno estremamente significativo.

Su cosa poggia questa fragilità dell’uomo d’oggi?

Cantelmi: Esistono delle radici, che uno psichiatra nota e che sono alla base di questa nuova fragilità dei nostri tempi legata soprattutto alla crisi delle relazioni interpersonali. Il terzo millennio è caratterizzato da una relazione tecno-mediata. Oggi nulla è più complesso, più difficile che intessere una relazione interpersonale stabile e duratura. Si teorizza per esempio la polifedeltà, cioè l’impossibilità di essere fedeli ad una sola persona.

“Be happy”, un sito di psichiatria cosmetica, si rivolge alle donne e afferma che l’idea romantica di un uomo per tutta la vita è un’idea oggi impossibile; se siete romantiche potete essere allora polifedeli, fedeli a più uomini. Quindi fedele a tuo marito in quanto madre, fedele al tuo capo in quanto donna in carriera, fedele al tuo giovane amante più giovane di te in quanto donna trasgressiva. Non solo è impossibile che tu nella pienezza di te stesso possa darti a un'altra persona ma è anche impossibile che tu possa darti a un'altra persona per tempi lunghi. Si teorizza così la monogamia intermittente: fedele sì ma per poco tempo. La polifedeltà e la monogamia intermittente sono solo due esempi di come oggi si considera fragile la dimensione affettiva.

Le radici di questa crisi si rintracciano nella ricerca esasperata di emozioni: io sto bene con te perché provo emozioni intense; io non provo nulla per te e per questo cerco nuove emozioni. La relazione interpersonale diventa quindi qualcosa di immediato, non ha passato né futuro. Questo spiega la ricerca di comportamenti compulsivi, di dipendenze comportamentali, l’uso della cocaina...

C’è in rete un filmato che mette insieme tutte queste cose: la ricerca esasperata di emozioni attraverso la cocaina, attraverso la trasgressione, l’impossibilità di entrare in relazione con l’altro, la solitudine l’ambiguità e il narcisismo. Questo filmato non commerciale dice esattamente, seppure in modo estremo, dove stiamo andando. E' stato messo in rete da Marylin Manson con una serie di piccoli segnali satanici, trasgressivi a suo modo. C’è un uomo solo, disperato, che cerca dei contatti, quest'uomo si è tagliato il cuore (il cutting è un segno satanico), è un uomo ambiguo, né maschio né femmina, androgino; ha dissacrato la Bibbia sniffandoci sopra la cocaina. Grazie a questo po’ di cocaina entra in una relazione sessuale di tipo impersonale, dove non ci sono più le persone ma soltanto dei pezzi di carne. Quello che appare è un mondo fatto di tutto, dove l’altro è un’occasione masturbatoria; è l’uomo che si sta chiudendo ancora più in se stesso e finisce morendo in una forma di suicidio.

L’altra radice è l’ambiguità, la rinuncia al ruolo. Il tema dell’ambiguità è un tema che fa saltare in aria il tema della responsabilità, del ruolo della coppia. Oggi tutto è fluido, non c’è maschile o femminile. Infine, l’altra grande radice è lo sviluppo del narcisismo. Dunque l’uomo di oggi è sofferente, in crisi per la sua incapacità di relazione con l’altro, e si avvia verso un mondo fatto di tristezze, di depressione, di compulsioni e di disturbi della personalità. La tecnologia promette la salvezza - facendo capire che tutti questi problemi si possono risolvere, rinunciando alla relazione face to face e proponendogli un mondo virtuale, ricco di emozioni, di narcisismo, di ambiguità e di mascheramento.