Tradotto in cambogiano il Catechismo della Chiesa Cattolica

Il vicario apostolico di Phnom Penh plaude all'iniziativa

Phnom Penh, (Zenit.org) | 964 hits

Il Catechismo della Chiesa Cattolica è stato tradotto in lingua cambogiana e “sarà un valido strumento, per tutte le comunità e associazioni di fedeli, per approfondire i contenuti del ‘Credo’ e della dottrina cattolica, nell’Anno della fede”.

Lo ha detto all’agenzia Fides il vicario apostolico di Phnom Penh, mons. Olivier Schmitthaeusler, a conclusione del Congresso organizzato dal vicariato apostolico, per l’Anno della fede, sul tema “Il Concilio Vaticano II e la Chiesa”.

I partecipanti al Congresso, chiuso oggi 7 gennaio, hanno ascoltato un videomessaggio inviato dal Santo Padre Benedetto XVI per incoraggiare i cristiani della Cambogia che, in tal modo, “sentono di essere veramente parte della Chiesa universale”.

In occasione del Congresso sono stati presentati i documenti del Concilio Vaticano II tradotti in lingua khmer: una “risorsa per la meditazione, l’approfondimento e lo studio” che aiuteranno a comprendere come la Chiesa khmer si inserisce nella dinamica post-conciliare.

Mons. Schmitthaeusler ha spiegato che la comunità locale ha scelto, in particolare, di riflettere quest’anno sul documento Lumen Gentium, per far comprendere ai fedeli “la Chiesa come popolo di Dio, dei credenti chiamati alla santità”.

Il Catechismo in lingua khmer, sarà un prezioso strumento per l’evangelizzazione.

Il Vescovo ha precisato che la Chiesa cambogiana, che rappresenta l’1% della popolazione in un paese al 96% buddista, “sta vivendo nuovamente l’epoca degli Atti degli Apostoli, con un primo annuncio della Buona Novella” e costituisce “un laboratorio di evangelizzazione in un mondo buddista”.

Il vicario, durante il Congresso, ha rimarcato i due punti significativi per la nuova evangelizzazione, riferendoli alla situazione della Chiesa cambogiana, perseguitata ai tempi del Khmer rossi: il perdono e l’impegno dei laici.

“Il vero incontro con Gesù Cristo – ha detto – apre il cuore alla carità e all’esperienza del perdono, per condurre alla scoperta del dono della vita”, e “i laici sono gli apostoli di questo annuncio”, membri attivi di una Chiesa che si fa apprezzare nella nazione perché “tocca il cuore, è semplice, ospitale, orante e gioiosa”.