Transformers 4: L'era dell'estinzione

Il mondo si è semplificato in questa serie: si sa sempre chi sono i buoni e chi sono i cattivi anche se questa volta si tratta solo di essere umani

Roma, (Zenit.org) Gaia Violo | 311 hits

Dopo la distruzione della città di Chicago, gli Autorobot sono costretti a nascondersi dagli umani che, spaventati ed egualmente affascinati dalla loro disarmante tecnologia, li stanno distruggendo e riprogettando. Eppure, nell’aperta campagna del Midwest, l’inventore Cade Yeager (Mark Wahberg) e sua figlia Tessa (Nicola Peltz) scoprono Optimus Prime, nascosto sotto le mentite spoglie di un camion. Traditi da un amico di famiglia, raggiunti e minacciati da uomini dei servizi segreti, i due decidono di salvare Optimus e per questo sono costretti a fuggire. Aiutati dal fidanzato di Tessa, si cimentano nella costruzione di un nuovo esercito di Transformers che sia capace di fronteggiare sia il sorgere di Megatron, ora chiamato Galvatron, sia una nuova minaccia aliena. I nuovi Autorobot non sono niente meno che robotici dinosauri…

Il quarto capitolo della saga dedicata ai Transformers segna un netto stacco con le precedenti, non facendo alcun riferimento ai personaggi precedenti e optando invece per un cast tutto nuovo. In qualche modo, l’esperimento funziona. Il film inizia con un mini prologo in cui viene spiegato come l’estinzione dei dinosauri sia avvenuta per mano aliena. Una colata di metallo, infatti, ne ha imprigionato i corpi, rendendoli resistenti al tempo e all’uomo.

Mark Wahberg e Nicola Peltz (teen star della serie di successo per AMC, Bates Motel) costituiscono il cuore del racconto. Un rapporto padre e figlia, che gioca sul non tanto nuovo scambio di ruoli: lei matura e pragmatica, lui sognatore e idealista. Non c’è più di tanto nella storia, ma questo basta per la saga Transformers che è notoriamente poco incline a un reale sviluppo narrativo e trova i suoi punti di forza nei momenti di puro spettacolo visivo e azione.        

Transformers 4 è spregiudicato (troppo) nell’advertisement. Le inquadrature prolungate su marche automobilistiche, di intimo, etc. risultano eccessive. Spregiudicatezza e occhio al marketing è anche il modo in cui il film è stato sviluppato: metà girato negli Stati Uniti e metà in Asia. Numerosi sono i riferimenti a quel mondo, che l’occhio occidentale magari perde (star cinesi si intrufolano nella storia, interpretando persone comuni).

Nonostante l’eccessiva lunghezza e l’essere un po’ sbilanciato narrativamente (i dinosauri compaiono solo dopo più di due ore di film), Michael Bay e la sua squadra confezionano un film piacevole, che strizza l’occhio a un ennesimo sequel. 

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Titolo originale: Transformers: Age of Extinction
Paese: USA, CINA
Anno: 2014
Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Produzione: Paramount Pictures/Hasbro/Di Bonaventura Pictures/Tom DeSanto/Don Murphy Production/Ian Bryce Productions
Durata: 165
Interpreti: Mark Wahlberg, Nicola Peltz, Jack Reynor, Stanley Tucci

Per ogni approfondimento: http://www.familycinematv.it/