Trasparenza e rigore per tutti gli organismi della Santa Sede

Con un "Motu Proprio", il Papa estende l'applicazione delle leggi della Santa Sede in materia finanziaria a tutti gli organismi e le ONG aventi sede in Vaticano. E istituisce una Commissione di sicurezza finanziaria

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 329 hits

Papa Francesco fa sul serio e procede nell’opera di trasparenza, rigore e controllo di tutte le attività economiche svolte quotidianamente dalla Santa Sede e dagli organismi e Organizzazioni Non Governative (ONG) ad essa collegati. In maniera del tutto inaspettata, la Sala Stampa Vaticana e l’Osservatore Romano hanno pubblicato oggi a firma del Pontefice, un Motu Proprio per “la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa”.

In continuità con quanto aveva già fatto Benedetto XVI, con un Motu Proprio del 30 dicembre 2010, Francesco rinnova e estende l’impegno della Santa Sede per “la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario”.

L’impegno è rafforzato e garantito da un neocostituito Comitato di Sicurezza Finanziaria che ha il compito di coordinare le Autorità competenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano nelle materie sopra indicate.

Nel Motu Proprio, il Santo Padre precisa che “la Santa Sede, in conformità con la sua natura e missione, partecipa agli sforzi della Comunità internazionale volti alla protezione e alla promozione dell’integrità, stabilità e trasparenza dei settori economico e finanziario e alla prevenzione ed al contrasto delle attività criminali”.

Per questo motivo, “i Dicasteri della Curia Romana e gli altri organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede, nonché le organizzazioni senza scopo di lucro aventi personalità giuridica canonica e sede nello Stato della Città del Vaticano sono tenuti ad osservare le misure per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; le misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionale; la vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria”.

Ciò significa che oltre alla vigilanza dell’Autorità di Informazione Finanziaria, i Dicasteri e gli altri organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede - nonché delle organizzazioni senza scopo di lucro aventi personalità giuridica canonica e sede in Vaticano - sono sotto “la giurisdizione dei competenti organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano”.

Per un maggiore controllo è stato istituito inoltre il Comitato di Sicurezza Finanziaria con il fine di coordinare le Autorità competenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

Secondo lo statuto, il Comitato di Sicurezza Finanziaria è composto da sette membri: l’Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, che lo presiede; il Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati; il Segretario della Prefettura per gli Affari Economici; il Vice-Segretario Generale del Governatorato; il Promotore di Giustizia presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano; il Direttore dell’Autorità di Informazione Finanziaria; il Direttore dei Servizi di Sicurezza e di Protezione Civile del Governatorato. Il Comitato è convocato dal Presidente, di norma ogni quattro mesi, nonché ogni qualvolta lo ritenga necessario. 

In un'intervista rilasciata alla Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, direttore della sala Stampa della Santa Sede, ha precisato che “la novità principale, dal punto di vista del contenuto di questo Motu Proprio è il rafforzamento e l’estensione delle competenze dell’AIF, l'Autorità di Informazione Finanziaria, a cui viene attribuito anche un compito chiamato 'la vigilanza prudenziale' degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria”.

In questo contesto, il Comitato di sicurezza finanziaria - ha aggiunto padre Lombardi – “era un tipo di vigilanza che era stato richiesto nel corso degli esami compiuto da 'Moneyval' sul sistema in atto in Vaticano, e che era ritenuto quindi una nuova funzione da stabilire e da esercitare, proprio in modo tale che tutti gli enti che hanno questo tipo di attività siano oggetto di approvazione per quanto riguarda le formule delle loro stesse attività”.