Tremila studenti in preghiera per le vittime dell’Ossezia

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BOLOGNA, domenica, 19 settembre 2004 (ZENIT.org).- Parlando in Cattedrale a Bologna, il 17 settembre, agli oltre tremila studenti che hanno accolto l’invito per la riflessione e la preghiera comune per le vittime dell’Ossezia monsignor Carlo Caffarra, ha chiesto: “Perché tanto male?”.



Ha poi spiegato: “Ciascuno di noi può diventare santo o criminale. Voi avete visto, vedete ogni giorno che cosa accade quando il cuore di un uomo rinuncia alla sua più grande dignità: essere capace di amare”.

“Il nostro cuore non è fatto per odiare, ma per amare – ha continuato l’arcivescovo di Bologna –. Ma noi, ciascuno di noi, possiamo rovinare questa forza di bene che il Signore ha messo in noi; possiamo dilapidare questo che è il nostro più grande patrimonio: la nostra capacità di amare”.

“Ascoltate che cosa dice il Signore nella Bibbia: ‘il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto; ma tu dominalo’” (Gen 4,7).

Rivolto ai giovani Caffarra ha intimato: “Non date fiducia a chi cerca di convincervi che l’uomo non è libero; che le sue scelte sono completamente predeterminate dalle condizioni sociali in cui vive”.

Il prelato ha quindi invitato i presenti a rivolgere lo sguardo verso il Crocefisso: “È la vittima più innocente della violenza umana. – ha sottolineato – . Ma proprio attraverso la Sua morte ha donato all’uomo la forza di vincere il più grande male dell’uomo: l’incapacità di amare”.

Monsignor Caffarra ha indicato Cristo come “la medicina che ci guarisce dalla nostra ferita più grave”, invitandoci così ad “avvicinarci a Lui” a “farlo entrare nella nostra vita”.

Dopodiché si è elevata la preghiera: “Per i bambini di Beslan; per i feriti, per le famiglie delle vittime e per tutti i componenti della comunità di Beslan; per tutti i bambini che, in tante parti della terra, soffrono e muoiono a causa della violenza e delle sopraffazioni degli adulti; per le tante persone rapite nella tormentata terra dell’Iraq e, in particolare per le due giovani volontarie italiane sequestrate la settimana scorsa a Baghdad; per la giustizia e la pace nel mondo”.

Caffarra ha concluso con una invocazione: “Dio, nostro Padre, tu hai creato gli uomini perché vivano in comunione tra loro. Facci comprendere che ogni fanciullo è ricchezza dell’umanità, e che la violenza sugli altri è un vicolo cieco che non ha sbocco sul futuro”.