Treviri: al via la stagione dei pellegrinaggi a San Mattia

L'apostolo è venerato non soltanto a Padova ma anche a Nord delle Alpi

Roma, (Zenit.org) Britta Dörre | 515 hits

Nella diocesi di Treviri, in Germania, è iniziata la stagione dei pellegrinaggi presso l’abbazia benedettina di San Mattia, l’unico santuario dedicato a un apostolo a nord delle Alpi.

Il motto di quest’anno è: Senza il tuo soffio vivo non può esistere nulla nell’uomo (Ohne dein lebendig Wehn kann im Menschen nichts bestehen). Come spiega il benedettino Hubert Wachendorf, con questo tema si vuole richiamare l’attenzione sulla “forza nascosta e la potenza silenziosa” dello Spirito che ci sono state date con il battesimo.

Secondo una tradizione tardiva, i resti dell’apostolo sarebbero giunti a Treviri nel IV secolo, grazie alla madre dell’imperatore Costantino, Sant’Elena. A trasformare la chiesa abbaziale in meta di pellegrini provenienti da tutta l’Europa del Nord, fu il ritrovamento di reliquie dell’apostolo, avvenuto nel 1127, durante la costruzione della basilica attuale. La chiesa, nella quale venivano già venerati i primi due vescovi di Treviri, Eucario e Valerio, divenne così il santuario di San Mattia, la cui memoria liturgica viene celebrata il 14 maggio.

Circa 5000 pellegrini, appartenenti a varie fasce di età e sociali, visitano la tomba dell’apostolo Mattia nelle quattro settimane del cosiddetto Pilgerzeit. Molti di loro fanno il pellegrinaggio a piedi e giungono a Treviri dopo un lungo e faticoso cammino di alcune centinaia di chilometri. “I pellegrini sono persone che non cedono ad ogni stanchezza’, ha aggiunto Hubert Wachendorf, OSB.

I pellegrini vengono assistiti sia dalla comunità dei monaci dell’abbazia di San Mattia che dai membri dell’arciconfraternita del santo, che raggruppa circa 160 gruppi di pellegrini che ogni anno vistano la tomba dell’apostolo.

Per la domenica di Pentecoste, il 19 maggio, sono attesi quest’anno più di 1600 pellegrini.

Per informazioni (in tedesco): www.abteistmatthias.de 

(Traduzione dal tedesco a cura di Jill Carnà)