Trieste è addolorata per la perdita di una sua piccola figlioletta

Il messaggio del vescovo Crepaldi sulla tragica vicenda della ragazzina di 12 anni morta ieri dopo essersi lanciata dalla finestra di casa sua

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TRIESTE, mercoledì, 12 settembre 2012 (ZENIT.org) - Riportiamo il messaggio di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, sulla triste vicenda della ragazzina di 12 anni morta sul colpo dopo essersi lanciata dalla finestra di casa, al quinto piano di una palazzina in via Cologna, a Trieste, ieri, primo giorno del suo rientro a scuola. 

Il tragico gesto è avvenuto intorno alle 7.15 del mattino quando doveva prepararsi per andare a scuola. In casa c'era la madre. Prima di lanciarsi nel vuoto, la bambina, figlia di una coppia separata, ha lasciato dei messaggi sul cellulare in cui diceva di odiare la vita, la scuola e la famiglia. 

Di seguito il messaggio del vescovo.

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Pensare che in una delle nostre case, in una delle nostre strade, dentro la nostra città, una ragazzina dodicenne si sia potuta uccidere atterrisce l’animo e lascia tutti senza parole, con un gran nodo alla gola.

Quanti drammi personali si consumano nel silenzio, nella solitudine e nella sofferenza!

Sofferenze che appaiono ancora più tragiche quando riguardano dei minori, una ragazzina, quasi una bambina, debole sì, ma capace di soffrire, e in profondità.

Ci sentiamo spiazzati nelle nostre presunzioni e, immediatamente, questi tragici fatti ci costringono a tornare con la mente e con il cuore a quanto conta veramente nella vita, a quelle cose buone e belle di cui c’è bisogno per vivere, e di cui hanno bisogno soprattutto i
più piccoli e i più deboli.

Queste esperienze ci dicono che spesso manca l’essenziale e ci costringono quindi a interrogarci sinceramente sull’essenziale.

Provo un dolore profondo per l’accaduto. Sono vicino ai genitori della bambina con l’affetto e la preghiera. Sono vicino anche a tutta questa città di Trieste di cui intuisco la sensazione di smarrimento davanti alla perdita così tragica di una sua figlioletta.

La Vergine Addolorata, che la Chiesa ricorda in questi giorni, sta ai piedi della Croce e partecipa alle sofferenze del Figlio. In questo modo essa diventa Madre Addolorata dell’intera umanità, da quel dolore redenta.

Non potremo interrogarci veramente sull’essenziale senza la Sua materna intercessione, che invoco nella preghiera per l’anima di questa nostra figlia e per il sostegno di quanti sono più direttamente colpiti dalla tragedia.