Tutti possono fare volontariato, afferma il Papa

Spiegando perché ha concluso il suo viaggio in Austria incontrando i volontari

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 12 settembre 2007 (ZENIT.org).- Chiunque, anche se è povero e svantaggiato, può e deve fare volontariato, ha affermato questo mercoledì Benedetto XVI.



Il Pontefice ha ripercorso insieme ai 12.000 pellegrini riuniti in piazza San Pietro durante l’udienza generale l’ultima tappa del viaggio che ha compiuto in Austria dal 7 al 9 settembre: l’incontro con il mondo del volontariato nella “Konzerthaus” di Vienna.

Con questo appuntamento, ha riconosciuto, ha voluto manifestare il suo apprezzamento “alle tante persone, di diverse età, che si impegnano gratuitamente al servizio del prossimo, sia nella comunità ecclesiale che in quella civile”.

“Il volontariato non è soltanto un ‘fare’: è prima di tutto un modo di essere, che parte dal cuore, da un atteggiamento di gratitudine verso la vita, e spinge a ‘restituire’ e condividere con il prossimo i doni ricevuti”.

“L’azione del volontario non va vista come un intervento ‘tappabuchi’ nei confronti dello Stato e delle pubbliche istituzioni, ma piuttosto come una presenza complementare e sempre necessaria per tenere viva l’attenzione agli ultimi e promuovere uno stile personalizzato negli interventi”.

“Non c’è, pertanto, nessuno che non possa essere un volontario: anche la persona più indigente e svantaggiata, ha sicuramente molto da condividere con gli altri offrendo il proprio contributo per costruire la civiltà dell’amore”, ha sottolineato.

Nel suo incontro con i volontari, l’Arcivescovo di Salisburgo, monsignor Alois Kothgasser, ha presentato dati sul mondo del volontariato austriaco: 17 milioni di ore all’anno, per un valore di 3 miliardi e mezzo di euro.