Tutti siamo chiamati a "edificare ponti" con Dio e tra gli uomini

Ricevendo il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, papa Francesco esorta a non guardare nell'altro un nemico ma "un fratello da abbracciare"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 880 hits

Un ideale “abbraccio del Papa al mondo”. Con queste parole il Pontefice Francesco ha definito il suo primo incontro con il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

La presentazione ufficiale del nuovo Vescovo di Roma agli ambasciatori in Vaticano è stata vissuta da papa Bergoglio come un’occasione per incontrare simbolicamente i vari popoli rappresentati e, in un certo senso, raggiungere ognuno dei loro concittadini, “con le sue gioie, i suoi drammi, le sue attese, i suoi desideri”.

La folta presenza dei rappresentanti diplomatici è stata salutata da papa Francesco come un segno di relazioni “proficue” tra la Santa Sede ed ogni singolo governo. Queste relazioni, ha aggiunto il Pontefice, sono “un’occasione di bene per l’umanità” e ciò che sta davvero a cuore alla Santa Sede è proprio “il bene di ogni uomo su questa terra”.

Il Santo Padre ha poi spiegato la scelta del proprio nome: San Francesco d’Assisi è, in primo luogo, una personalità “ben nota al di là dei confini dell’Italia e dell’Europa e anche tra coloro che non professano la fede cattolica”.

Si tratta inoltre di uno dei santi che ha avuto più a cuore i poveri: di persone indigenti e sofferenti – malati, orfani, senzatetto ed emarginati - ce ne sono a milioni sparsi in tutto il mondo, ha ricordato il Papa, e la Chiesa si è sempre impegnata per loro.

C’è tuttavia un’altra povertà, ha sottolineato Francesco, che è la “povertà spirituale” e che “riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi”. Papa Francesco si è quindi richiamato alla definizione coniata dal suo predecessore Benedetto XVI, quella “dittatura del relativismo” che, lasciando ognuno come “misura di se stesso”, mette “in pericolo la convivenza tra gli uomini”.

San Francesco, ha poi proseguito il Papa, è anche uomo di pace per eccellenza e questa è un’altre delle ragioni che hanno spinto Bergoglio ad adottare il nome del patrono d’Italia. Tuttavia, ha precisato, “non vi è vera pace senza verità”, tanto più “se ciascuno è la misura di se stesso, se ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, senza curarsi allo stesso tempo del bene degli altri, di tutti, a partire dalla natura che accomuna ogni essere umano su questa terra”.

Papa Francesco ha proseguito il suo discorso soffermandosi sull’etimologia della parola “pontefice”, ovvero “colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini”. Allo stesso modo gli uomini devono costruire ponti tra di loro, trovando nell’altro “non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da accogliere ed abbracciare”.

In ragione delle proprie origini italiane e per aver vissuto in prima persona “questo dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti”, il Santo Padre si è detto sempre motivato a “lavorare per edificare ponti”. Oggi più che mai, contesti umani e culturali molto diversi tendono ad essere “sempre più vicini, interdipendenti, bisognosi di incontrarsi e di creare spazi reali di autentica fraternità”.

In quest’opera, ha osservato il Pontefice, il ruolo della religione è “fondamentale”. Se da un lato è impossibile “costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio”, viceversa “non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri”.

Ribadendo il proprio apprezzamento per la presenza dei rappresentanti dell’Islam durante la messa d’inizio pontificato, papa Francesco ha sottolineato la necessità di intensificare il dialogo con tutte le religioni, a partire da quella islamica, ed anche con i non credenti “affinché non prevalgano mai le differenze che separano e feriscono, ma, pur nella diversità, vinca il desiderio di costruire legami veri di amicizia tra tutti i popoli”.

Avviandosi alla conclusione, il Santo Padre ha sintetizzato i tre punti programmatici che dovrebbero animare l’attività diplomatica degli ambasciatori presso la Santa Sede: “Lottare contro la povertà sia materiale, sia spirituale; edificare la pace e costruire ponti”.

Un ultimo riferimento, il Papa lo ha fatto all’ambiente, “che troppo spesso non usiamo per il bene, ma sfruttiamo avidamente a danno l’uno dell’altro”. Anche in questo ambito, ha detto il Pontefice, “mi è di aiuto pensare al nome di Francesco”, il santo che, più di ogni altro, ci ha insegnato “un profondo rispetto per tutto il creato”.