"Tutto converge a Lui. Tutto procede da Lui"

Messaggio di Natale 2012 di monsignor Domenico Cancian

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CITTA’ DI CASTELLO, venerdì, 21 dicembre 2012 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito il messaggio di Natale 2012 di monsignor Domenico Cancian, vescovo della diocesi di Città di Castello. 

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“Nella crisi attuale, l'Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l'uomo sia importante per Dio e Dio per l'uomo".

Questa parola di Papa Benedetto XVI ci invita a valorizzare ancor più il mistero del Natale di Gesù, in un tempo come il nostro in cui avvertiamo precarietà, smarrimento, a volte anche disperazione, a livello personale, ecclesiale e sociale.

In quel Bambino, nato a Betlemme 2000 anni fa, e di cui il 25 dicembre celebriamo il compleanno, abbiamo il punto più luminoso della storia, allorché “venne la pienezza del tempo".

"Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv 1,9).

Tutto converge a Lui. Tutto procede da Lui. In Lui tutto trova senso.

In una delle affermazioni più citate del Concilio Vaticano II è detto: "In verità solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo. Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo Amore svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione […] Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo" (GS, n. 22).

In Cristo gli uomini sono riconciliati con Dio come figli amati e tra di loro come fratelli.

Gesù si è fatto uomo come noi perché noi possiamo diventare uomini come lui.

Il Natale porta stupore e commozione.

È la festa dei doni. Il Padre ci ama così tanto da donarci il Figlio. Gesù si dona all'uomo come fratello e amico. Lo Spirito riversa nei nostri cuori l'Amore di Dio “ri-creandoci" secondo i pensieri, i sentimenti e i comportamenti di Gesù. E noi possiamo imparare a fare della nostra vita un dono d'amore, superando egoismo, violenza, rassegnazione. Basta fare il percorso di fede dei poveri pastori e dei coraggiosi Magi. Essi credono ai segni e partono. Dinanzi al Bambino si prostrano e lo adorano come Signore. Ritornano alla loro vita "glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano visto e udito" (Lc 2,20). Quell'incontro cambiò la loro vita.

Possiamo accogliere Gesù con la fede e l'amore di Maria, possiamo come lei meditare in silenzio quel mistero che riempie di gioia e di pace. Potremo ascoltare la sua Parola: "Non temere, io sono venuto a trovarti. Sono qui per te. Sono venuto per aiutarti". E si comincia ad assaporare quella "grandissima gioia" che emana da Lui, l'Amico-Fratello di cui non possiamo fare a meno.

Inginocchiati diremmo con gioia e gratitudine il nostro credo: "Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo!”

E possiamo riprendere il nostro cammino in altro modo: quello stesso di Gesù. E aiutare altri ad incontrarLo. Così, in maniera semplice ma profonda, il Natale di Gesù è il natale dell’uomo.

+ Domenico Cancian, f.a.m., vescovo di Città di Castello