“Tutto è vostro”: il Cardinale Scola dialoga con i giovani

Un volume documenta gli incontri tra il Patriarca di Venezia e i giovani della sua diocesi

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ROMA, giovedì, 23 novembre 2006 (ZENIT.org).- Arriva in libreria in questi giorni un nuovo libro del Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, dal titolo "Tutto è vostro", una nuova proposta della collana Fontana Vivace - Edizioni Cantagalli - Cid, che raccoglie una serie di dialoghi che il Patriarca di Venezia ha tenuto durante lo scorso anno con i giovani della diocesi in diverse occasioni.



A spiegare bene il percorso tracciato da questi libretti (questo è il quarto della serie) è lo stesso Cardinale Scola nella premessa del testo: "Sta diventando ormai una tradizione a cui i giovani si stanno affezionando. E anch’io. Infatti, più che mai oggi il giovane – una categoria che, grazie a Dio, non è solo anagrafica – è colpito (affectus) e perciò si affeziona a chi gli consegna qualcosa di prezioso per sé, da trafficare”.

“La parola tradizione, nel suo significato etimologico originario, rimanda proprio a questo dinamismo vitale di consegna”, continua.

“Dunque in questo libretto, anche quest’anno (ormai il quarto), ho raccolto le tappe (dopo Liberi davvero, Contro la noia, Vagabondi o pellegrini?) del percorso fatto con i giovani del Patriarcato di Venezia. Un percorso in ideale continuità con quello svolto con i giovani di Grosseto (Ed io che sono?), quando ero Vescovo di quella Diocesi”, aggiunge.

“Con il cammino di quest’anno ci siamo proposti una meta particolarmente ambiziosa: mostrare la capacità del cristianesimo di abbracciare tutta la realtà, a 360°: dal microcosmo dell’io al macro-cosmo dell’universo”, afferma il porporato.

Il Cardinale rivela ancora che la sua intenzione è stata quella di “mostrare che seguire Gesù con-viene all’uomo di ogni tempo e di ogni latitudine perché corrisponde alla sua struttura originale”.

Nel volume, il Patriarca si sofferma a dare delle indicazioni precise sull’importanza dell’accostarsi al Gesù-Eucaristia: “Occorre sostare, come molto opportunamente avete fatto voi, davanti alla bianchissima Ostia. SoStare in silenzio davanti a Gesù che ci ha portato un messaggio di liberazione dall’ombra della fragilità e della morte”.

Allo stesso tempo, però, per abbracciare il mistero di Gesù senza soccombere alle nostre fragilità, spiega il porporato, è necessario educarsi all’amore, “educarsi al gratuito”.

“Per educarci ad amare con il cuore di Dio abbiamo bisogno di un gesto gratuito non occasionale, ma duraturo, stabile – afferma –. Quando un cantautore ti piace lo risenti mille volte, se un quadro ti piace lo riguardi mille volte. È sempre lo stesso, eppure tutte le volte è diverso, tutte le volte è nuovo”.

“Ecco il valore dell’educazione. Ripetere un gesto non è limitarsi a reiterarlo, ma lasciare riaccadere (il verbo latino repetere significa continuare ad aspettarsi) la bellezza del Fatto che mi sta davanti sempre nuovo”.

“Educarsi al dono totale di sé con un gesto gratuito, senza pretendere niente in cambio. Non per risolvere i problemi degli altri, non perché gli altri hanno bisogno. Anzitutto sono io che ho bisogno, perché l’amore mio è fragile come un fiore”, spiega il Cardinale Scola.

“Educarsi al dono totale di sé con un gesto gratuito e stabile, umilmente ripetuto con regolarità. Come ogni settimana ripetiamo l’Eucaristia, come ripetiamo le cose più belle perché le vogliamo re-incontrare stabilmente”, sottolinea poi.