Un Anno per suscitare una nuova Fede a credenti e non credenti

Monsignor Fisichella interviene alla conferenza stampa per l'Anno della Fede, nella quale sono stati presentati anche il calendario, il sito, l'inno e il logo

| 1481 hits

di H. Sergio Mora

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 21 giugno 2012 (ZENIT.org) - Si è svolta oggi, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, la conferenza stampa di presentazione dell'Anno della Fede, indetto dal Papa, che si terrà dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013.

L’immagine simbolo dell’evento sarà il Cristo del duomo di Cefalù distribuito in una stampa con il credo niceno-constantinopolitano nel retro, perché “uno degli obiettivi dell’Anno della Fede è fare del Credo la preghiera quotidiana imparata a memoria, come era consuetudine nei primi secoli del cristianesimo”, come ha dichiarato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Il vescovo, intervistato da ZENIT durante la conferenza stampa, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei laici nell’Anno della Fede. 

“L’ultimo – ha detto – è stato nel 1968, incentrato sul desiderio di ricordare il martirio dell’apostolo Pietro secondo la tradizione. Il ’68 poi richiama alla mente un particolare momento storico: il fatto che il Papa volle concludere l’Anno con la professione di fede ricordata nei nostri giorni, ovvero il Credo del Popolo di Dio”.

Ogni Anno della Fede è quindi un momento straordinario legato a circostanze peculiari. In questo caso, infatti, l’Anno si svolgerà in occasione del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e del 20° anniversario del Catechismo della Chiesa cattolica.

Soprattutto questo Anno Fidei - ha affermato mons. Fisichella – deve essere un momento di riflessione soprattutto in un contesto di crisi generalizzata”.

“Non nascondiamo – ha soggiunto - che esiste una crisi di fede, ma è solo nel momento nel quale si prende piena consapevolezza della crisi, che si deve essere anche capaci di trovare le forme per dare rimedio a questo momento critico”.

L’Anno vuole essere dunque “un’occasione che desidera offrire a quanti credono un sostegno nella fede quotidiana, e a quanti sono alla ricerca o hanno nostalgia di Dio un segno concreto che Egli è presente vivo e in mezzo a noi”.

Le persone in cerca di Dio o tutti coloro che purtroppo non si pongono il tema della presenza di Dio nella propria vita, troveranno quindi, secondo il prelato, una via che gli indicherà che “vivere come se Dio non esistesse non porterà molto lontano”.

Mentre i tanti credenti riceveranno un grande sostegno nel credere “che anche nella fatica quotidiana bisogna affidare con convinzione e coraggio la propria esistenza al Signore Gesù, particolarmente “in questo anno segnato da una crisi generalizzata che investe anche la fede”.

Tale crisi di fede, ha spiegato Fisichella, è “espressione drammatica di una crisi antropologica che ha lasciato l’uomo a se stesso; per questo si ritrova oggi confuso, solo, in balia di forze di cui non conosce neppure il volto, e senza una meta verso cui destinare la sua esistenza”.

Dopo decenni di un secolarismo che in nome dell’autonomia individuale richiedeva l’indipendenza da ogni autorità rivelata e faceva propria l’idea di "vivere nel mondo come se Dio non esistesse", l’uomo contemporaneo, perciò, “si ritrova spesso a non sapersi più collocare”.

Nel corso della conferenza stampa è stato presentato inoltre il ricco calendario, ed è stato attivato il sito www.annusfidei.va che fornirà informazioni anche su eventi locali, fra pochi giorni anche in diverse lingue.

Il logo, invece, rappresenta una barca, immagine della Chiesa, in navigazione sui flutti. L’albero maestro è una croce che issa le vele le quali, con segni dinamici, realizzano il trigramma di Cristo (IHS). Sullo sfondo delle vele è rappresentato il sole che associato al trigramma, rimanda all’Eucaristia.

Tra le iniziative indicate, anche l’inno ufficiale. Credo, Domine, adauge nobis fidem è il ritornello che permane come “invocazione al Signore perché aumenti in tutti noi la fede, sempre così debole e bisognosa della sua grazia”.

È stato infine annunciato che a settembre uscirà in diverse lingue il Sussidio pastorale, “Vivere l’Anno della Fede”, preparato per accompagnare la comunità parrocchiale e quanti vorranno inserirsi nell’intelligenza dei contenuti del Credo.

A conclusione della conferenza, Mons. Fisichella ha voluto accennare alle motivazioni che hanno spinto il Santo Padre ad indire l’Anno della Fede, secondo le indicazioni che lo stesso Benedetto XVI ha dato nella sua Lettera Apostolica Porta fidei. "Come Successore di Pietro – si legge nella lettera - ho ricordato l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo".

Mons. Fisichella, ha quindi concluso ringraziando il Papa per “avere voluto questo Anno” e dichiarando che “l’attesa è grande come pure il desiderio di voler corrispondere in modo pieno e coerente”.