Un Arcivescovo canadese protesta contro l’introduzione di materiale scolastico gay

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VANCOUVER, giovedì, 7 settembre 2006 (ZENIT.org).- L’Arcivescovo Raymond Roussin, di Vancouver (Canada), ha messo in guardia tutti i genitori su una decisione firmata recentemente dai liberali, di comune accordo con una coppia dello stesso sesso, per introdurre nel curriculum scolastico della British Columbia lezioni su questioni legate a gay, lesbiche, bisessuali e transgender.



Secondo quanto riportato dal “The Vancouver Sun” (6 settembre 2006), l’Arcivescovo afferma che l’accordo firmato con gli attivisti gay Murray e Peter Corren minaccia il diritto dei genitori di decidere l’educazione dei figli e potrebbe introdurre nelle scuole “materiale moralmente discutibile”.

“C’è una preoccupazione diffusa che questo accordo non veda solo l’introduzione di materiale in contrasto con l’insegnamento cattolico sul matrimonio e sulla sessualità umana ai primi stadi, ma che possa limitare la capacità dei genitori di determinare se i loro figli verranno esposti a materiale di questo tipo”, ha affermato il presule in una lettera pubblicata dal “The B.C. Catholic”, organo ufficiale dell’Arcidiocesi di Vancouver.

Per l’Arcivescovo, “questo sarebbe chiaramente contrario al diritto fondamentale e non negoziabile dei genitori di crescere la propria famiglia e di educare i figli”.

Per questo motivo, monsignor Roussin esorta i genitori cattolici ad unirsi a “migliaia di genitori preoccupati e a numerose organizzazioni” per ribadire il proprio diritto di vigilare sull’educazione dei figli “e di evitare che venga affidata a particolari gruppi di interesse che non sono stati eletti”.

Il gruppo “Concerned Parents of B.C.” sostiene di aver già raccolto migliaia di firme in una petizione per opporsi all’accordo, firmato nel maggio scorso a conclusione di una lunga rimostranza dei Corren sui diritti umani, portata davanti al Tribunale per i Diritti Umani della British Columbia.

Di fronte alla dichiarazione dell’Arcivescovo, Peter Corren ha affermato che la Chiesa “continua la diatriba omofobica contro la società canadese”.

L’accordo di sei pagine firmato tra i Corren e il Governo provinciale non ha precedenti nella British Columbia.

Dopo la firma, il consulente governativo Wally Oppal ha detto che la British Columbia sarebbe diventata la prima provincia canadese ad introdurre insegnamenti sull’orientamento sessuale.