Un arcivescovo degli Stati Uniti rivela il ruolo che può essere svolto dall’immigrazione “ispanica”

Secondo monsignor Caput essa può aiutare a far sì che il Paese “recuperi la sua anima”

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DENVER, lunedì, 30 agosto 2004 (ZENIT.org-El Observador).- L’arcivescovo di Denver (Colorado), monsignor Charles Joseph Chaput, OFM Cap, ha affermato la settimana scorsa che l’immigrazione latinoamericana rappresenta un’opportunità affinché gli Stati Uniti recuperino la propria “anima”.



Il prelato si è espresso in questi termini durante un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche alcuni vescovi della frontiera meridionale degli Stati Uniti insieme ad impresari della zona.

Monsignor Chaput, che è anche Presidente della Commissione Internazionale statunitense per la Libertà Religiosa, ha constatato che “la vita nordamericana ha perso la sua anima” e che “i Latinoamericani possono cambiare questa situazione”.

Di fronte ad impresari e a leader di gruppi di opinione del Sud degli Stati Uniti, il prelato ha insistito sul fatto che, più che un ostacolo, l’immigrazione latinoamericana dovrebbe essere considerata un’opportunità per “recuperare l’anima” della Nazione.

All’incontro vescovi-impresari erano presenti, tra gli altri, monsignor Cipriano Calderón Polo – membro della Congregazione vaticana per i Vescovi ed ex Presidente del Pontificio Consiglio per l’America Latina –, monsignor José Horacio Gómez – vescovo ausiliare di Denver –, monsignor Thomas James Olmsted – vescovo di Phoenix (Arizona) –, monsignor Raymundo Peña – vescovo di Brownsville (Texas) –, monsignor David Lauren Ricken – vescovo di Cheyenne (Wyoming) – e monsignor Michael John Sheridan – vescovo di Colorado Springs (Colorado).

La popolazione latina o “ispanica” degli Stati Uniti è cresciuta a livello esponenziale negli ultimi dieci anni. Secondo l’ultima indagine della Casa Bianca, è diventata la prima minoranza etnica del Paese, superando la popolazione nera.

Secondo le statistiche, ci sono circa 42 milione di “ispanici”, senza contare i clandestini, che lavorano, producono e consumano ma non risultano nei censimenti della popolazione.

In base a quanto ha affermato monsignor Chaput, il 31% della popolazione della città di Denver è di origine latinoamericana. In dieci anni è aumentata del 73%.

“Tutta l’America del Nord sta cambiando e la popolazione latinoamericana modellerà la natura di questo cambiamento. I Latinoamericani – ha sottolineato l’arcivescovo – possono portare un senso cattolico della famiglia, un senso cattolico della comunità, un amore cattolico per la vita, generosità e rispetto per la dignità della persona”.