Un catecumenato post-battesimale per scoprire le realtà fondamentali della fede cristiana

L'Arcivescovo di Valladolid afferma che "nella partecipazione comunitaria assidua i catecumeni scoprono il senso della Chiesa"

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di mons. Ricardo Blàsquez Pèrez,

Arcivescovo di Valladolid (Spagna)

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 12 ottobre 2012 (ZENIT.org) - I catecumeni uniscono in maniera profonda e chiara la dimensione personale alla dimensione ecclesiale della fede cristiana. Nella partecipazione comunitaria assidua scoprono il senso della Chiesa. Si crea una profonda fratellanza che ha anche un impatto sulle relazioni umane e sociali. La persona si sente sostenuta dagli altri fratelli per poter vivere cristianamente in mezzo a una società spesso indifferente e persino ostile alla fede cristiana e alla Chiesa.

Attraverso il catecumenato, i partecipanti scoprono le realtà fondamentali della fede cristiana: il Credo, i Comandamenti di Dio con lo spirito del Discorso della Montagna, la preghiera del Padre Nostro e dei Salmi, i sacramenti e, in particolare, l’Eucaristia e la Penitenza, la dimensione apostolica della vita cristiana. Non si parte da aspetti particolari, complementari o devozionali, ma dalle realtà fondamentali della fede, che attualmente non possiamo più considerare acquisite.

Per la maggior parte dei partecipanti, si tratta di un catecumenato post-battesimale, grazie al quale riscoprono il senso del battesimo già ricevuto. La celebrazione liturgica viene rafforzata in ognuno attraverso la conoscenza e la lettura orante della Sacra Scrittura. Per tanto tempo l’estraneità del latino nascondeva l’ignoranza della Sacra Scrittura, ma ora questa mancanza viene a galla. L’evangelizzazione richiede che si uniscano Bibbia, Sacramenti e vita cristiana.