Un Congresso sulla teoria dell'evoluzione alla luce della fede

Per i 200 anni di Charles Darwin

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di Carmen Elena Villa

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 10 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Un evento che cerca di dimostrare “la fede e la scienza come complementari e non incompatibili e ristabilire questo dialogo nella diversità”: così monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, ha definito il Congresso “Biological Evolution, facts and theories”, presentato questo martedì mattina durante una conferenza stampa nella Santa Sede.

L'evento si svolgerà dal 3 al 7 marzo presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' organizzato da questa istituzione e dall'Università di Notre Dame dell'Indiana (Stati Uniti) e conta sul sostegno del Pontificio Consiglio per la Cultura.

L'incontro accademico si realizzerà in commemorazione dei 200 anni della nascita di Charles Darwin, che si festeggeranno giovedì prossimo, e dei 150 della pubblicazione della sua opera “L'origine delle specie”.

“Non si tratta qui, minimamente, di 'celebrazione' in onore dello scienziato inglese; si tratta semplicemente di prendere la misura dell'evento, che ha segnato per sempre la storia della scienza e ha influito sul modo di comprendere la nostra stessa umanità”, ha affermato il professor Marc Leclerc S.J, direttore del Congresso, durante la presentazione.

Durante le nove sessioni dell'evento, che si svolgeranno in quattro giorni, gli accademici proporranno la riconciliazione tra i termini di creazione ed evoluzione senza trasformare la prima in una teoria scientifica o ridurre la seconda a un dogma, come è stato spiegato nella presentazione.

Scienziati, teologi e filosofi di varie università del mondo parleranno del rapporto tra scienza, teologia e filosofia e ricorderanno come ciascuna di queste rappresenti un campo diverso del sapere.

Analizzeranno anche il fatto che una coniugazione errata dei termini può provocare confusione e controversie ideologiche che hanno interessato sia la teologia che la scienza.

Il Congresso vuole inoltre proporre una riflessione filosofica che sottolinei l'apporto sia della scienza che della teologia, mostrando i punti di convergenza che possono essere integrati.

I presenti potranno riflettere sulla complessità dei problemi che comporta il divorzio tra creazione ed evoluzione, sulla distinzione tra i due termini e anche sulla loro giusta articolazione razionale.

La struttura del Congresso

Nella prima sessione verranno esposti i fatti essenziali su cui viene presentata la teoria dell'evoluzione, uniti alla paleontologia, alla sistematica e alla biologia molecolare. Si cercherà anche di analizzare vari aspetti della teoria dell'evoluzione, alla luce del suo sviluppo, del dibattito ideologico e delle questioni relative alla teologia bioevolutiva.

Le due sessioni successive saranno dedicate allo studio scientifico dei meccanismi dell'evoluzione, essenziali per ogni teoria interpretativa e che vogliono dare ragione dei fatti osservati. La quarta sessione studierà invece le teorie scientifiche sull'origine dell'uomo.

Il punto centrale del Congresso sarà la quinta sessione, che cerca di dare uno sguardo interdisciplinare ai vari rami del sapere sull'evoluzione e le sue questioni antropologiche. In seguito, due sessioni filosofiche cercheranno di analizzare le implicazioni razionali della teoria, sia in campo epistemologico che in quello metafisico o della filosofia della natura.

Le ultime due sessioni sono collegate all'aspetto teologico dell'evoluzione dal punto di vista della fede cristiana, partendo da un'esegesi dei testi biblici che trattano la creazione e dalla relazione della teoria da parte della Chiesa.

Il docente di Zoologia Saverio Forestiero, dell'Università di Tor Vergata, ha affermato che dal punto di vista di uno scienziato non credente questo evento sarà “un'occasione non propagandistica né apologetica d'incontro fra scienziati, filosofi e teologi attorno ai temi fondamentali suscitati dall'evoluzione biologica”.